Emergono nuovi elementi dall’inchiesta sportiva sulla morte di Matteo Franzoso, lo sciatore azzurro deceduto il 15 settembre 2025 dopo il grave incidente avvenuto durante un allenamento della Nazionale a La Parva, in Cile.
Il procedimento della Procura federale della Fisi è stato archiviato lo scorso 5 febbraio, allo stato degli atti, ma dalle motivazioni emergono diverse criticità relative alla sicurezza del tracciato e ai controlli effettuati prima dell’allenamento.
Morte Franzoso, la Procura Fisi: “Rischio prevedibile e prevenibile”
Secondo quanto emerge dal provvedimento, la configurazione della pista e delle aree circostanti non sarebbe stata conforme ai criteri di sicurezza richiesti per un tracciato destinato ad allenamenti ad alta velocità.
La presenza di strutture rigide nella possibile traiettoria di uscita viene indicata come un fattore di rischio “prevedibile e prevenibile”. Negli atti viene inoltre evidenziato che alcuni atleti avevano segnalato come pericoloso il tratto nel quale Franzoso perse il controllo degli sci, anche per la presenza di un frangivento nelle vicinanze.
Il tracciato era stato predisposto da un tecnico austriaco. Secondo la ricostruzione della Procura federale, la squadra italiana si era affidata alla sua preparazione senza effettuare un ulteriore controllo sulla sicurezza della pista.
Proprio la mancata verifica da parte dei responsabili italiani, si legge negli atti riportati dalla stampa, avrebbe inciso sulla prevedibilità e sulla possibile evitabilità dell’incidente.
Perché l’inchiesta sportiva è stata archiviata
Nonostante le criticità rilevate, la Procura federale non ha ritenuto di avere elementi sufficienti per promuovere un’azione disciplinare nei confronti dei tesserati.
Il 12 gennaio era stata chiesta, attraverso la Procura generale dello Sport del Coni, l’acquisizione degli atti di un eventuale procedimento della magistratura ordinaria. La richiesta era stata sollecitata nuovamente il 2 febbraio ma, non essendo arrivato un riscontro entro i termini, il 5 febbraio è stata disposta l’archiviazione, successivamente valutata favorevolmente dalla Procura generale del Coni.
Si tratta però di un’archiviazione allo stato degli atti: l’arrivo di nuovi elementi dalla giustizia ordinaria potrebbe consentire la riapertura del fascicolo sportivo.
Franzoso aveva 25 anni. Dopo la caduta del 13 settembre 2025 aveva oltrepassato le reti di protezione e urtato violentemente contro una staccionata di legno posta all’esterno del tracciato. Trasportato in elicottero a Santiago del Cile, era morto due giorni più tardi per le conseguenze del grave trauma cranico riportato nell’incidente.
Dopo la tragedia, secondo quanto riferito dalla Fisi e riportato dall’ANSA, la Federazione ha attivato in Italia nuove procedure per la sicurezza delle piste di allenamento, prevedendo per le discipline veloci criteri di omologazione analoghi a quelli utilizzati in Coppa del Mondo.
