La Camera ha dato oggi il via libera definitivo alla riforma elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine della votazione a scrutinio segreto: ora è legge. L’approvazione arriva al terzo passaggio parlamentare, dopo le modifiche introdotte dal Senato.
Il voto finale sulla riforma elettorale è seguito alla fiducia ottenuta dal governo il 6 ottobre sui primi due articoli e all’approvazione, ieri, degli articoli 3 e 8. Dopo il risultato, l’opposizione ha esposto in Aula i cartelli contro la legge.
La riforma elettorale è legge
Il testo era tornato alla Camera dopo l’intervento del Senato, che aveva introdotto le preferenze con i capilista bloccati. L’altro cambiamento riguardava l’accesso alle elezioni: era stato innalzato il numero delle firme richieste per presentarsi ai partiti non presenti in Parlamento.
Il governo aveva incassato la fiducia il 6 ottobre, quando erano state approvate le modifiche ai primi due articoli. In quel caso la votazione si era svolta in forma palese, diversamente dallo scrutinio segreto utilizzato oggi per il sì definitivo alla riforma.
Dopo il voto e l’approvazione della legge elettorale, c’è stato un lungo applauso tra i banchi della maggioranza, che ha esultato.
Approvati ieri gli articoli 3 e 8
La Camera aveva poi discusso e approvato ieri l’articolo 3, che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Nella stessa giornata era arrivato anche il via libera all’articolo 8, dedicato all’estensione del voto fuorisede alle persone che prestano assistenza.
I cartelli dell’opposizione sono stati esposti dopo l’approvazione della legge. In Aula sono comparse le scritte «Legge truffa», «no all’imbroglio» e «con Meloni – sanità + armi».
