Il Brasile chiama oggi, 4 ottobre, 160 milioni di elettori a scegliere il presidente. Il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva affronta il senatore di estrema destra Flavio Bolsonaro dopo una campagna segnata da scandali giudiziari, attacchi personali, notizie false e minacce esterne. Per vincere occorre il 50% più uno dei voti: salvo sorprese, il Paese dovrebbe conoscere il suo 40esimo presidente soltanto a fine mese, dopo il possibile ballottaggio del 25 ottobre.
Brasile elezioni Lula Bolsonaro, il distacco nelle intenzioni di voto si riduce
L’ultima rilevazione dell’Istituto Datafolha assegna a Lula il 45% dei voti validi e a Bolsonaro il 42%. Lo sfidante ha recuperato terreno e, considerando il margine di errore di 2 punti percentuali, l’istituto parla di pareggio tecnico. Il sondaggio esclude schede bianche, nulle e indecisi ed è stato condotto su oltre duemila elettori tra il 1 e il 3 ottobre.
Anche l’ipotesi di secondo turno è equilibrata: per PoderData/AYA, nella rilevazione pubblicata da Cnn Brasile, i candidati sarebbero entrambi al 46%. Le 4.000 interviste sono state effettuate tra il 30 settembre e il 2 ottobre, con un margine di errore di 1,5 punti percentuali. Il 7% del campione dichiara di voler votare scheda bianca o nulla.
Le scelte internazionali e gli ultimi appelli
La sfida riguarda anche il ruolo geopolitico del Brasile e i rapporti con gli Stati Uniti di Donald Trump. Lula ha sostenuto il multilateralismo, affermando all’Onu che il Paese «non sarà mai il cortile di nessuno». Bolsonaro si è invece detto pronto ad aderire allo Scudo delle Americhe, la coalizione militare promossa dagli Stati Uniti alla quale hanno aderito tutti i leader sovranisti della regione.
Nell’ultimo comizio a San Paolo, Lula ha contrapposto i candidati così: «Da un lato c’è la rivoluzione democratica, i diritti delle donne e dei lavoratori, dall’altro la barbarie, il fascismo». Il suo appello alla partecipazione, rivolto soprattutto agli elettori sopra i 70 anni, è stato: «Se non volete votare per voi stessi, votate per i vostri nipoti, per i vostri figli, per il Brasile».
Bolsonaro ha chiesto un voto «ribelle» contro «il male, la corruzione», per la «libertà economica e della sicurezza, contro i narcoterroristi». Ha inoltre evocato il rischio di violenze: «Il ballottaggio si terrà tra più di tre settimane, un periodo di tempo che potrebbe aggiungere altro sangue alla nostra storia».
Gli orari dei seggi e le regole di partecipazione
Le votazioni sono previste dalle 8:00 alle 17:00, ora di Brasilia, dalle 13 alle 22 in Italia. Con il sistema elettronico i risultati finali saranno disponibili nel giro di poche ore. Sulla scheda si sceglie un numero: Lula ha il 13, Bolsonaro Jr il 22, lo stesso del padre.
Si eleggono anche 27 governatori, 513 deputati federali, 54 senatori e 1.059 deputati statali e distrettuali. L’astensione potrebbe attestarsi al 20%, ma anche risultare inferiore.
Il voto è obbligatorio per i brasiliani alfabetizzati tra 18 e 70 anni, pur potendo scegliere una scheda bianca o annullarla. L’assenza non giustificata comporta una multa fino a 3,51 real, circa 50 centesimi di euro. La partecipazione è facoltativa per i giovani di 16 e 17 anni, gli analfabeti e chi ha più di 70 anni.
I sequestri nelle indagini sul voto di scambio
La Polizia federale brasiliana ha sequestrato circa 4,4 milioni di euro, pari a 27 milioni di real, in contanti nelle operazioni contro il voto di scambio, secondo Cnn Brasile. Sono state aperte 1.300 inchieste e 52 persone sono state accompagnate negli uffici della Polizia federale per fornire chiarimenti.
Ceará, Rio de Janeiro e Maranhao concentrano il maggior numero di sospetti per reati elettorali, indagini e operazioni. I sequestri di contante più rilevanti riguardano invece Tocantins, Roraima, Pará, Amazonas e Amapá.
La tutela degli elettori e il dispiegamento militare
La libertà di voto è al centro dell’avvertimento del presidente del Tribunale superiore elettorale, Kassio Nunes Marques: «Minacce, molestie o tentativi di interferire con la volontà degli elettori, in qualsiasi forma, saranno immediatamente repressi». Nel messaggio radiotelevisivo della vigilia, il magistrato ha definito il voto «un diritto fondamentale» e ricordato che «la decisione spetta esclusivamente a chi vota». Ha difeso sicurezza e trasparenza delle urne elettroniche, utilizzate da trent’anni, assicurando l’esistenza di adeguati controlli e verifiche.
Le Forze armate del Brasile hanno mobilitato circa 26.500 militari di Marina, Esercito e Aeronautica per 8.827 seggi in 482 comuni di 12 Stati. L’intervento, richiesto dalla giustizia elettorale, comprende la sicurezza durante voto e scrutinio e il trasporto di urne, attrezzature e personale verso comunità isolate, riserve indigene e territori difficili da raggiungere.
Il sostegno logistico interesserà 121 località in otto Stati, con aerei, elicotteri, imbarcazioni e veicoli militari.
