Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha emanato il decreto legge per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione.
Con il passaggio al Quirinale, il provvedimento può quindi proseguire il proprio iter parlamentare. Il decreto contiene una serie di interventi che riguardano non soltanto l’organizzazione dell’anno scolastico, ma anche l’attuazione delle misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), l’integrazione degli studenti stranieri e il settore della formazione superiore e della ricerca.
Mattarella emana il decreto per l’anno scolastico 2026/2027
Il titolo completo del provvedimento è “Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, per l’accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del Ministero dell’istruzione e del merito, per la promozione dell’integrazione degli studenti stranieri nell’ambito scolastico, nonché in materia di formazione superiore e ricerca”.
L’emanazione da parte del presidente della Repubblica rappresenta il passaggio necessario perché il decreto legge possa entrare nella successiva fase parlamentare.
Mattarella ha contestualmente autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge di conversione, sul quale si concentrerà ora l’esame del Parlamento.
Il decreto scuola passa ora all’esame del Parlamento
Camera e Senato saranno quindi chiamati a esaminare il provvedimento per la sua conversione in legge. Come previsto dall’articolo 77 della Costituzione, infatti, un decreto legge adottato dal governo deve essere presentato alle Camere per la conversione e perde efficacia sin dall’inizio se non viene convertito entro 60 giorni dalla pubblicazione.
L’iter parlamentare potrà inoltre portare a modifiche del testo attraverso l’approvazione di emendamenti.
Il decreto interviene su diversi ambiti della scuola e dell’università, ma uno dei capitoli politicamente più discussi riguarda la promozione dell’integrazione degli studenti stranieri, tema sul quale il governo è intervenuto con nuove disposizioni per la composizione delle classi e il rafforzamento dell’apprendimento della lingua italiana.
Con l’emanazione da parte di Mattarella si chiude dunque il passaggio al Quirinale e si apre formalmente la fase parlamentare del provvedimento.
