La vicepresidente vicaria del Coni Diana Bianchedi si è dimessa dall’incarico di capodelegazione della Nazionale italiana di calcio, a pochi giorni dal suo debutto nel ruolo. La decisione è arrivata dopo le dichiarazioni del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e le polemiche che ne sono seguite.
“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da capo delegazione della Nazionale”, ha annunciato l’ex campionessa olimpica di scherma.
Bianchedi ha poi rivendicato la correttezza del proprio operato, sottolineando come le parole del ministro abbiano messo “ingiustamente in discussione” i valori che, ha spiegato, hanno sempre guidato la sua carriera da atleta e dirigente sportiva.
Dall’annuncio di Malagò alle dimissioni di Bianchedi
La scelta di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale era stata annunciata il 9 agosto dal presidente della Figc Giovanni Malagò. Fin dall’inizio, però, il doppio incarico aveva sollevato dubbi all’interno del Coni, che aveva avviato verifiche su eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità.
La situazione si era sbloccata il 18 settembre, quando Bianchedi aveva formalizzato il rapporto con la Figc ed era diventata ufficialmente capodelegazione degli Azzurri. Il Coni aveva nel frattempo chiesto un parere all’Anac sulla compatibilità del nuovo incarico con quello di vicepresidente vicaria del Comitato olimpico.
L’ex schermitrice aveva quindi debuttato con la Nazionale il 23 settembre, appena una settimana prima delle dimissioni.
Il caso Malagò e il possibile commissariamento della Figc
La decisione assume particolare rilievo anche per un’altra partita aperta ai vertici dello sport italiano: quella relativa alla posizione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc.
Il Coni sta valutando la regolarità della sua elezione dopo la questione relativa al mancato tesseramento precedente alla candidatura. Il Comitato olimpico ha acquisito i pareri di quattro giuristi per stabilire se il tesseramento costituisse un requisito necessario per candidarsi alla guida della Federcalcio. La vicenda potrebbe arrivare presto davanti alla Giunta nazionale del Coni, chiamata a valutare anche l’eventuale commissariamento della Federazione.
Fino alle dimissioni dalla Figc, Bianchedi avrebbe dovuto astenersi da un eventuale voto sulla questione Malagò per il possibile conflitto di interessi derivante dal suo incarico nella Federcalcio. Con l’uscita dal ruolo di capodelegazione viene meno proprio il legame contrattuale con la Figc che aveva posto il problema della sua partecipazione al voto.
Le tensioni nella Giunta Coni e le parole di Abodi
A fare da sfondo alle dimissioni ci sono anche le tensioni emerse nella Giunta del Coni. Durante la riunione del 29 settembre, dedicata anche al commissariamento della Federazione Italiana Pesistica, Bianchedi e l’altro vicepresidente Marco Di Paola avrebbero inizialmente espresso un parere contrario alla proposta avanzata dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, salvo poi votare a favore del provvedimento.
Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente della Federbasket Gianni Petrucci, sottolineando come tra il presidente del Coni e i suoi vicepresidenti debba esistere un rapporto fiduciario.
Il giorno successivo anche Andrea Abodi ha affrontato pubblicamente il tema. “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario”, ha dichiarato il ministro a margine della quinta edizione di Sky Up The Edit.
Abodi ha quindi sottolineato come faccia riflettere che due figure alle quali è stato affidato “fiduciariamente un ruolo di primo piano” non riescano, a suo giudizio, a testimoniare quella fiducia in modo conseguente, aggiungendo che rapporti di questo tipo “normalmente non durano molto nel ruolo e nella funzione”.
Poche ore dopo quelle dichiarazioni, Bianchedi ha annunciato le dimissioni dalla Nazionale, chiudendo dopo pochi giorni la sua esperienza da capodelegazione azzurra.
