Donald Trump ha annunciato il 29 settembre, durante un evento sull’intelligenza artificiale a Washington, di voler cambiare il nome delle “notizie false”: “D’ora in poi le chiamerò notizie artificiali”. Il presidente americano ha così ripreso il linguaggio della tecnologia per tornare ad attaccare i media.
La formula delle “notizie artificiali” potrebbe prendere il posto di un’espressione diventata uno dei tratti distintivi della sua comunicazione politica fin dalla prima presidenza. Trump ha utilizzato per anni l’etichetta di “notizie false” contro giornali e televisioni dei quali contestava la copertura.
L’intelligenza artificiale nell’agenda di Trump
La battuta è arrivata in una giornata dedicata soprattutto all’intelligenza artificiale alla Casa Bianca e a Washington. Il presidente ha presentato anche America.gov, il nuovo portale federale che impiega sistemi di intelligenza artificiale per aiutare i cittadini a orientarsi tra le informazioni e i servizi pubblici.
L’amministrazione punta con decisione su questa tecnologia, alla quale Trump sta cercando di legare una parte importante della propria agenda economica e tecnologica. Il presidente sostiene che gli Stati Uniti debbano mantenere il vantaggio sulla Cina. Ha inoltre manifestato più volte scetticismo verso nuove restrizioni che, a suo giudizio, potrebbero rallentare le aziende americane.
Diversi protagonisti del settore hanno però chiesto maggiore attenzione ai rischi dei sistemi sempre più potenti. Tra loro c’è Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, incontrato da Trump nei giorni scorsi. Anche papa Leone XIV è intervenuto sul tema: le preoccupazioni degli esperti sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, ha sostenuto, devono essere prese sul serio e non liquidate come «notizie false».
Le risposte di America.gov sulle elezioni del 2020
Il nuovo portale ha fornito anche risposte in contrasto con precedenti affermazioni del presidente. Secondo Associated Press, nelle prime ore di funzionamento l’assistente conversazionale di America.gov ha risposto su alcuni argomenti sulla base delle informazioni ufficiali federali, discostandosi da quanto Trump aveva sostenuto.
Interrogato sulle elezioni del 2020, per esempio, il sistema riconosceva la vittoria di Joe Biden e l’assenza di frodi diffuse capaci di modificarne l’esito. Poco dopo, ha iniziato a evitare alcune domande di carattere politico.
