Teheran ha smentito il proprio coinvolgimento nel presunto attacco alla base britannica della Raf di Fairford, utilizzata anche dall’aeronautica degli Stati Uniti e impiegata per operazioni contro l’Iran. Gli investigatori stanno considerando un possibile movente collegato al conflitto, ma al momento non è stata accertata alcuna responsabilità iraniana.
Un cordone di sicurezza di circa 400 metri è stato istituito durante l’esame dei veicoli da parte degli artificieri dell’esercito. Per precauzione sono state evacuate decine di abitazioni. L’intervento degli artificieri e l’evacuazione si sono svolti mentre restava da chiarire la natura dell’episodio.
Le indagini sul possibile movente legato al conflitto
Il ruolo della base di Fairford è l’elemento che ha portato gli investigatori a prendere in considerazione anche la pista iraniana. La struttura britannica viene infatti impiegata per operazioni contro l’Iran: il possibile collegamento tra queste attività e il presunto attacco resta al vaglio, senza che le autorità britanniche abbiano indicato pubblicamente un movente o eventuali mandanti.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano avvertito Londra nei mesi scorsi che le basi utilizzate per condurre attacchi contro il territorio iraniano avrebbero potuto essere considerate obiettivi legittimi. Quell’avvertimento precede l’episodio, per il quale non è stata accertata una responsabilità di Teheran.
L’antiterrorismo ha reso noto di aver aperto diverse nuove linee investigative. Gli investigatori sono ancora al lavoro per stabilire la natura dell’episodio e le intenzioni dei cinque uomini fermati.
