Il consiglio comunale di Heidenau, in Sassonia, ha approvato lo stop alle pietre d’inciampo con 13 voti a favore, 6 contrari e un’astensione. Il provvedimento sposta le commemorazioni verso l’area del cimitero, a nord della città. Lo slogan che accompagna i sostenitori è netto: “La memoria non si calpesta”.
Nel comune di 17 mila abitanti alle porte di Dresda la delibera è passata grazie all’asse tra i consiglieri dell’Afd e quelli della Cdu, il partito al governo. La convergenza ha innescato proteste oltre i confini sassoni e arriva dopo il recente avanzamento dell’ultradestra alle amministrative, dettaglio che molti considerano non secondario.
Heidenau sposta pietre d’inciampo al cimitero, no del Comitato di Auschwitz
I promotori spiegano che una parte dei residenti giudica inopportuna la collocazione a livello del suolo: si cammina sopra i nomi, e quindi – questa la loro tesi – anche la memoria finisce calpestata. Da qui la proposta di concentrare i tasselli commemorativi in uno spazio dedicato, lontano dal passaggio quotidiano dei pedoni. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’omaggio alle vittime dell’Olocausto stia su marciapiedi e incroci.
Una lettura diametralmente opposta arriva dal vicepresidente del Comitato internazionale di Auschwitz, Christoph Heubne: “Si tratta di un tentativo trasparente e meschino di cacciare nuovamente dalla città le vittime naziste di Heidenau e di relegarle là dove, secondo l’Afd, la memoria dovrebbe già trovarsi da tempo: al cimitero”.
La reazione di Knobloch e la difesa di Kretschmer
Il sostegno della Cdu all’iniziativa promossa da Alternativa per la Germania resta il punto più contestato. Charlotte Knobloch, presidente della Comunità ebraica di Monaco, si è detta “sconvolta”. Inoltre Friedrich Merz, tramite il suo portavoce, ha sottolineato la difficoltà di commentare un atto locale del quale non conosce i dettagli.
Il presidente della Regione, Michael Kretschmer (Cdu), ha tenuto insieme due elementi: apprezzamento per i memoriali e difesa dell’autonomia comunale. “Vedo sostanzialmente in modo positivo le pietre d’inciampo”, ha affermato, precisando però che “se un Comune decide per un’altra forma di ricordo ne ha legittimamente il pieno diritto”. Al tempo stesso il dibattito rimane aperto, perché la scelta di Heidenau segna un cambio di impostazione che altre amministrazioni potrebbero prendere a riferimento.
