Sarà una giornata particolarmente concentrata sul Medio Oriente quella di oggi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Tra gli interventi più attesi ci sono quelli del presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, mentre il programma prevede complessivamente gli interventi dei rappresentanti di 35 Paesi.
Abbas parlerà a distanza dopo il no al visto Usa
Mahmoud Abbas è previsto come quarto oratore della sessione mattutina dell’Assemblea generale. Il presidente dell’Autorità palestinese non sarà però fisicamente a New York: secondo la CNN, il governo di Donald Trump ha negato il visto a lui e ad altri funzionari palestinesi.
Netanyahu sarà il 17esimo oratore
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prenderà la parola invece come 17esimo oratore. La sua permanenza negli Stati Uniti sarà particolarmente breve e non è previsto un incontro con il presidente americano Donald Trump.
Gli interventi della giornata sono rivolti ai leader mondiali riuniti a New York per l’Assemblea generale. La settimana ad alto livello vede infatti la partecipazione dei capi di Stato e di governo e dei principali rappresentanti diplomatici, con gli Stati membri dell’Onu che si alternano alla tribuna.
Pezeshkian: “Non chineremo mai la testa”
I rapporti con Washington sono stati al centro dell’intervento pronunciato ieri dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante la seconda giornata del dibattito generale dell’81esima sessione dell’Assemblea generale.
Rivolgendosi alle posizioni di Donald Trump, Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran “non chinerà mai la testa” e ha sostenuto che gli iraniani siano stati “vittime del terrorismo”.
Zelensky accusa Putin di diffondere guerra e instabilità
Nel corso della giornata precedente è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito Vladimir Putin il “paziente zero”. Il leader di Kiev ha accusato il presidente russo di alimentare la diffusione della guerra e dell’instabilità.
Dal Venezuela una promessa sulla transizione democratica
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha invece parlato della prospettiva di elezioni e di una transizione verso una piena democrazia. Nel suo intervento non ha però indicato una data per lo svolgimento delle elezioni.
Xi Jinping negli Stati Uniti per la prima visita dal 2015
L’attenzione diplomatica internazionale si concentra intanto anche su Washington DC, dove il presidente cinese Xi Jinping si appresta a compiere la sua prima visita di Stato negli Stati Uniti dal 2015. Secondo la CNN, tuttavia, le aspettative per la visita sul fronte diplomatico restano limitate e non si prevedono importanti passi avanti nei rapporti tra Washington e Pechino.
