Xi Jinping è arrivato a Washington per una visita di Stato di tre giorni, in vista del vertice di oggi alla Casa Bianca. Donald Trump lo ha accolto personalmente alla Joint Base Andrews, con una cerimonia accompagnata dal picchetto d’onore. All’arrivo erano presenti anche le rispettive consorti, Melania Trump e Peng Liyuan.
La visita si concluderà il 25 settembre e comprende il secondo incontro tra il presidente cinese e quello americano nel 2026, dopo il vertice di maggio a Pechino. Il programma di oggi prevede una cerimonia di benvenuto, la rassegna delle truppe nel giardino delle rose della Casa Bianca e poi i colloqui. Il confronto tra Trump e Xi arriva dopo mesi di tensioni commerciali e tecnologiche, con questioni ancora aperte sui dazi, sulle risorse industriali e sulla sicurezza.
Il commercio e il controllo dei minerali critici
La scelta di Trump di ricevere personalmente il presidente cinese alla base militare, una modalità non abituale nelle visite ufficiali, ha dato un valore simbolico all’accoglienza. Xi si è dichiarato «fiducioso» che la visita possa produrre «risultati fruttuosi», richiamando la necessità di costruire relazioni stabili e di ampliare la cooperazione tra i due Paesi. A questa apertura si affiancano, però, i numerosi punti di contrasto che i presidenti dovranno affrontare durante i colloqui.
I rapporti commerciali saranno uno dei primi temi sul tavolo. La guerra dei dazi ha segnato gran parte della relazione tra Stati Uniti e Cina negli ultimi anni. Una fase di allentamento delle tensioni non ha risolto tutte le controversie, comprese quelle che riguardano le risorse necessarie alla produzione tecnologica e industriale.
Le terre rare e i minerali critici occupano un posto centrale nel confronto. La Cina mantiene una posizione di primo piano nell’estrazione e nella lavorazione dei minerali critici e in passato ha usato le restrizioni alle esportazioni come strumento del confronto commerciale con Washington.
Per gli Stati Uniti, la sicurezza delle catene di approvvigionamento è diventata una questione economica e strategica. Per Pechino, il controllo di queste risorse resta invece una delle leve della competizione internazionale.
Taiwan e il possibile collegamento con l’Iran
Le vendite di armi a Taiwan sono tra i dossier più delicati del vertice. L’isola rimane al centro della disputa tra Washington e Pechino e costituisce una delle principali ragioni di attrito tra le due potenze. Secondo le indiscrezioni di fonti informate sui colloqui preparatori, Xi potrebbe chiedere a Trump di fermare o limitare le forniture militari statunitensi, comprese alcune già ordinate.
La richiesta potrebbe essere accompagnata da un’offerta cinese di maggiore collaborazione sull’Iran. È una possibile impostazione del negoziato, non un accordo raggiunto: Pechino potrebbe valutare un sostegno più ampio a Washington sul dossier iraniano in cambio di una diversa posizione americana sulle forniture a Taipei. Il collegamento tra i due temi resta dunque una possibilità indicata dalle indiscrezioni sui preparativi.
Il confronto sulle armi si intreccia con il Terzo Comunicato congiunto del 1982. Nel documento Washington si impegnava a ridurre progressivamente le vendite a Taiwan, subordinando però quel percorso alla volontà cinese di perseguire una soluzione pacifica delle differenze. È il riferimento che accompagna la discussione sulle forniture militari all’isola.
La guerra in Iran potrebbe entrare nei colloqui anche per le sue conseguenze sulla sicurezza internazionale, sull’energia e sul commercio. Il conflitto sta incidendo sui traffici nel Golfo Persico. Washington e Pechino, pur rivali su tecnologia, commercio e sicurezza, restano interlocutori indispensabili su alcune delle principali crisi geopolitiche e mantengono aperto il dialogo su questioni con effetti oltre i rispettivi confini.
L’intelligenza artificiale e gli invitati alla cena di Stato
L’intelligenza artificiale è già stata affrontata nelle consultazioni economiche tra le delegazioni dei due Paesi, svolte nei giorni precedenti al vertice. Gli Stati Uniti e la Cina competono per il controllo di tecnologie che potrebbero trasformare l’industria, l’economia, la ricerca e la sicurezza nazionale. Il tema si aggiunge quindi al confronto sui dazi e sulle risorse industriali.
I colloqui offrono ai presidenti l’opportunità di discutere sia delle restrizioni all’accesso alle tecnologie avanzate sia delle modalità con cui gestire questa competizione. Le questioni coinvolgono sempre più direttamente le aziende, le infrastrutture e la sicurezza nazionale: il confronto non riguarda soltanto i rapporti commerciali, ma anche lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale e delle reti digitali.
La presenza attesa dei protagonisti della Silicon Valley alla cena di Stato riflette il ruolo delle imprese nella competizione tecnologica tra Washington e Pechino. I settori coinvolti comprendono i semiconduttori, i sistemi di intelligenza artificiale e le infrastrutture digitali, tutti ambiti nei quali passa una parte del confronto tra le due potenze.
La cena di Stato è prevista in serata, dopo i colloqui alla Casa Bianca, con alcuni dei principali esponenti della tecnologia e della finanza americana. Tra gli invitati attesi figurano Elon Musk, Sam Altman, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Jensen Huang.
