Harvey Weinstein dovrà scontare altri 15 anni di carcere per l’aggressione sessuale ai danni di Miriam Haley avvenuta nel 2006 a New York. La nuova condanna arriva dopo oltre sei anni di battaglia giudiziaria iniziata con il primo verdetto del 2020, successivamente annullato dalla più alta corte dello Stato di New York. Weinstein, 74 anni, era stato nuovamente riconosciuto colpevole durante il processo bis.
La testimonianza di Miriam Haley
Haley, 49 anni, ex produttrice televisiva oggi attiva nel settore pubblicitario, ha raccontato nuovamente in aula le conseguenze dell’aggressione. La donna, nata in Finlandia e cresciuta in Svezia, aveva conosciuto Weinstein attraverso una conoscenza comune e aveva lavorato per un breve periodo come assistente di produzione di Project Runway, reality prodotto dall’ex magnate di Hollywood.
Secondo la sua ricostruzione, accettò di recarsi nell’appartamento di Weinstein a Manhattan perché il giorno successivo avrebbe dovuto volare a Los Angeles, a spese della società del produttore, per assistere alla première di un film. Dopo una breve conversazione sul divano, Weinstein avrebbe cercato di baciarla. Haley ha raccontato di essersi alzata e di averlo respinto, ma che lui l’avrebbe afferrata, spinta con la forza verso una camera da letto e aggredita sessualmente nonostante le sue richieste di fermarsi.
La donna ha inoltre ricordato una seconda occasione nella quale avrebbe avuto con Weinstein un rapporto sessuale non desiderato, ma non forzato. Secondo il suo racconto, dopo uno dei due episodi lui le avrebbe detto: «Non pensi che ora siamo molto più vicini?». Haley ha spiegato di avergli poi detto: «Sai che non puoi continuare a farlo».
Weinstein: «È una condanna a vita per me»
Prima della sentenza, Haley ha parlato nuovamente in tribunale degli effetti che l’aggressione ha avuto sulla sua vita. Ha descritto una conseguenza devastante sul proprio senso di sicurezza e ha spiegato che la scelta di denunciare quanto accaduto continuerà a condizionarla per anni.
«È una condanna a vita per me», ha dichiarato, aggiungendo di essere stata ulteriormente traumatizzata dal percorso necessario per cercare di ottenere giustizia e di aver pensato più volte di rinunciare.
Poco dopo, Weinstein ha chiesto scusa per il dolore eventualmente provocato, ma ha ribadito di considerarsi innocente. Seduto su una sedia a rotelle, ha detto di provare rimorso per la sofferenza di Haley, insistendo però sulla propria estraneità alle accuse.
Weinstein, dal primo verdetto al nuovo processo
Il primo processo si era concluso con una condanna a 23 anni di carcere. Weinstein era stato riconosciuto colpevole per l’aggressione a Haley e per lo stupro di Jessica Mann, un’aspirante attrice che aveva raccontato un episodio risalente al 2013.
Nel 2024, però, la più alta corte dello Stato di New York aveva annullato quelle condanne e disposto un nuovo processo. I giudici avevano ritenuto che Weinstein fosse stato danneggiato dalla deposizione di altre donne sulle cui accuse non si basava il procedimento.
Nel processo successivo, Weinstein è stato nuovamente riconosciuto colpevole di un atto sessuale criminale di primo grado per l’aggressione a Haley, che è conosciuta anche con il nome di Mimi Haleyi. La giuria lo ha invece assolto dall’accusa relativa a Kaja Sokola e non ha raggiunto un verdetto sull’accusa di stupro riguardante Mann.
L’accusa di stupro è stata abbandonata
Un ulteriore processo sull’accusa relativa a Mann si è concluso a maggio con una giuria incapace di raggiungere un verdetto. I procuratori di Manhattan hanno quindi deciso di non procedere con un quarto processo, dopo che Mann aveva detto di non riuscire ad affrontare nuovamente la testimonianza in aula.
La rinuncia a perseguire ancora quella specifica accusa ha lasciato così spazio alla sentenza per il reato relativo a Haley.
La difesa chiedeva una pena più breve
L’accusa aveva chiesto una condanna a 20 anni, che avrebbe mantenuto Weinstein in carcere almeno fino alla fine dei suoi 80 anni. I suoi avvocati avevano invece chiesto al giudice di aggiungere soltanto altri tre anni ai più di sei già trascorsi in carcere, sostenendo che una pena più lunga avrebbe aumentato la possibilità che il loro assistito morisse dietro le sbarre.
La difesa ha posto l’accento anche sulle condizioni di salute di Weinstein. Secondo i suoi legali, dal 2025 è stato ricoverato in ospedale sei volte e deve affrontare diversi problemi medici, tra cui una forma di leucemia, insufficienza cardiaca congestizia e disturbi renali. Da diversi anni utilizza una sedia a rotelle per gli spostamenti e le udienze.
Il caso di Los Angeles resta aperto
Weinstein ha sempre negato di aver violentato o aggredito sessualmente delle donne e, anche dopo questa nuova condanna, può presentare ricorso. In un’intervista rilasciata dal carcere a marzo aveva dichiarato di essere convinto che sarebbe stato dimostrato che era innocente.
Parallelamente, l’ex produttore deve affrontare anche una nuova fase giudiziaria in California. È infatti in attesa di una nuova determinazione della pena relativa a un distinto caso di stupro a Los Angeles. Una corte d’appello californiana aveva confermato nel 2022 la condanna, ma aveva annullato la pena originaria di 16 anni perché il giudice aveva considerato come elemento aggravante anche le condanne di New York, successivamente cancellate.
