L’Ucraina potrà utilizzare alcuni degli strumenti più avanzati di OpenAI dedicati alla sicurezza informatica. L’azienda americana ha annunciato l’inclusione del governo di Kiev nel programma ristretto di cybersicurezza basato sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di aiutare il Paese a individuare le vulnerabilità e intervenire per correggerle.
Il programma Daybreak di OpenAI
L’iniziativa prende il nome di “Daybreak” e punta a sostenere la protezione delle infrastrutture civili ucraine. OpenAI ha comunicato la decisione a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, spiegando che l’accesso agli strumenti di IA sarà destinato alle attività di cybersicurezza. L’obiettivo dichiarato è quello di «rilevare vulnerabilità» nei sistemi e contribuire alla loro correzione, rafforzando così la capacità dell’Ucraina di difendersi dagli attacchi informatici.
Quasi 6mila incidenti informatici nel 2025
La scelta di includere Kiev nel programma arriva in un contesto caratterizzato da continui attacchi informatici contro l’Ucraina. OpenAI ha sottolineato che alle offensive digitali attribuite alla Russia si aggiungono gli attacchi contro le infrastrutture del Paese.
Secondo i dati dell’agenzia governativa ucraina specializzata nella cybersicurezza, nel 2025 sono stati registrati quasi 6.000 incidenti informatici. Tra gli obiettivi degli attacchi ci sono stati anche i sistemi informatici degli ospedali, il settore energetico e le telecomunicazioni.
La guerra e gli attacchi alle infrastrutture
Il conflitto tra Russia e Ucraina dura ormai da quattro anni e mezzo e negli ultimi mesi ha registrato un’ulteriore escalation, accompagnata da un’intensificazione degli attacchi alle infrastrutture. Secondo OpenAI, offensive di questo tipo sono state condotte sia dalla Russia sia dall’Ucraina.
In questo scenario, l’azienda americana ha deciso di mettere a disposizione di Kiev gli strumenti di IA specializzati nella sicurezza informatica, inserendo il governo ucraino tra i soggetti che possono accedere al programma Daybreak.
OpenAI ha inoltre precisato che l’accesso ai propri modelli di intelligenza artificiale specializzati nella cybersicurezza è già stato fornito all’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, l’Enisa. L’azienda ha infine ricordato di aver esteso questo tipo di accesso anche ad alcuni governi europei, tra cui quelli di Francia, Germania e Polonia.
