È in condizioni critiche il figlio dell’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, rimasto gravemente ferito mercoledì pomeriggio in un attacco con un’auto contro un checkpoint in Cisgiordania occupata. L’episodio è avvenuto alla vigilia del discorso che il premier israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe pronunciare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Neria Leiter trasportato in ospedale
Neria Leiter, soldato della riserva impegnato nel presidio di un checkpoint vicino all’insediamento di Beit Horon, è stato soccorso e trasportato in un ospedale di Gerusalemme, secondo quanto riferito dai servizi di emergenza. Il padre ha lanciato un appello sui social dopo aver appreso delle sue condizioni. «Neria ha bisogno di un miracolo», ha scritto Yechiel Leiter, aggiungendo di credere nella forza della preghiera e nella possibilità che l’unità del popolo israeliano possa portare a un miracolo.
Il conducente dell’auto ucciso sul posto
Secondo il ministero della Sanità palestinese, il conducente del veicolo utilizzato nell’attacco è stato ucciso sul luogo dell’accaduto. Si tratta del 29enne Mahmoud Muhammad Mahmoud Suleiman, palestinese originario del vicino villaggio di Beit Ur al-Tahta. Hamas ha definito l’attacco una «risposta naturale» alle azioni israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme. Il gruppo armato che controlla la Striscia di Gaza ha inoltre invitato a intensificare la resistenza contro Israele, senza tuttavia rivendicare direttamente l’azione.
Il precedente lutto della famiglia Leiter
Per la famiglia dell’ambasciatore Leiter si tratta di un nuovo dramma legato al conflitto. Il figlio maggiore dell’ambasciatore, Moshe Yedidya Leiter, 39 anni, era stato ucciso mentre combatteva nella Striscia di Gaza nel novembre 2023, nelle prime settimane della guerra iniziata dopo l’attacco guidato da Hamas contro Israele del mese precedente.
L’omicidio di un padre di sei figli
L’attacco contro Neria Leiter arriva pochi giorni dopo un’altra sparatoria in Cisgiordania, avvenuta alla vigilia di Yom Kippur, una delle principali festività ebraiche. Domenica mattina Netanel Shukrun, padre di sei figli e residente nell’insediamento di Alei Zahav, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in una sorgente naturale della Cisgiordania, dove si era recato nell’ambito delle tradizioni legate alla festività. Il figlio 16enne ha raccontato che il padre gli ha salvato la vita avvertendolo di mettersi al riparo.
Arrestato il sospetto, chiesta la pena di morte
Le Forze di difesa israeliane hanno comunicato domenica di aver arrestato il sospetto autore della sparatoria in un ospedale nei pressi di Ramallah. Il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha chiesto la pena di morte per il responsabile, facendo riferimento a una nuova legge che prevede la possibilità della pena capitale per atti di terrorismo e omicidi di matrice nazionalistica.
Dopo la sparatoria, il capo di stato maggiore dell’IDF, il tenente generale Eyal Zamir, aveva dichiarato che l’esercito era in stato di massima allerta, con militari rafforzati e schierati in tutti i settori, anche durante il digiuno. Zamir aveva ribadito che la missione delle forze israeliane consiste nel contrastare il terrorismo, intervenire contro ogni minaccia e proteggere i cittadini di Israele.
