“Penso che sia inutile che la Corte di giustizia internazionale emetta mandati di cattura per i grandi leader, da Putin a Zelensky a Netanyahu e loro amici. Dovrebbe emettere mandati di cattura per gli amministratori e per quelli che siedono nei Cda delle ditte che costruiscono, vendono e fanno profitti con le armi”. Così padre Francesco Moscone, intervenendo a Roma in occasione dell’iniziativa della rete “Preti contro il genocidio”.
“Se facesse questo forse sarebbe molto più facile diminuire quello che è lo sviluppo della violenza e della guerra. Siamo di fronte a uno di questi centri di comando e di pensiero che non fanno nulla di pacifico, ma fanno soldi sul sangue degli altri”, ha aggiunto Moscone. “Da italiani dobbiamo dire che questo ci è chiesto non solo dal Vangelo, perché siamo credenti, da Gesù che è la nostra pace, il principe della pace, ma anche dalla nostra Costituzione, all’articolo 11 e all’articolo 1, dove dice che la sovranità sta nel popolo e non nei leader del momento”.
A spiegare l’iniziativa è Pietro Rossini, missionario saveriano e portavoce della rete: “Oggi ci incontriamo per il secondo anno come Preti contro il genocidio per denunciare il genocidio in atto a Gaza e per pregare per le vittime innocenti palestinesi che sono state uccise dal 7 ottobre 2023 fino ad oggi”. Rossini ha spiegato che sono presenti sacerdoti di otto nazionalità, provenienti, tra gli altri Paesi, da Sudafrica, Inghilterra, Irlanda, Germania, Stati Uniti e Spagna. “Quest’anno la novità è partire dal Vaticano, da Piazza San Pietro, per poi finire davanti a Leonardo S.p.A.”, ha aggiunto.
Alla manifestazione anche padre Jaime Carlos Matias, missionario brasiliano della Consolata: “Noi, che già preghiamo tanto per la pace nel mondo, adesso dobbiamo anche mostrare un segno visibile che siamo contro la guerra, il genocidio, l’occupazione e la pulizia etnica. Come preti preghiamo e facciamo anche un gesto simbolico, concreto, per fare vedere al mondo che siamo per la pace”.