La battaglia per i diritti è “lungi dall’essere conclusa” e un arretramento è “da taluni, addirittura auspicato”.
Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia conclusiva della 27esima edizione di Pordenonelegge, al Teatro Verdi di Pordenone. Il capo dello Stato ha centrato l’intervento sulla libertà di pensiero, sul valore del dissenso e sulla difesa dei principi democratici, richiamando la capacità della libertà di vita e del valore della persona di resistere anche nelle fasi più difficili della storia.
Libertà e democrazia inseparabili
L’attenzione si è allargata allo scenario internazionale. “Emerge a livello globale la tentazione di democrazia illiberale“, ha avvertito Mattarella, contestando l’idea che la democrazia possa essere separata dalla libertà. Il presidente ha richiamato il ruolo degli intellettuali, degli artisti e dei dissidenti nei contesti in cui i diritti non sono rispettati: la loro libertà di pensiero e di azione, ha sottolineato, può incidere concretamente sul progresso delle società.
La linea tracciata ha ribadito un punto: istituzioni democratiche e libertà individuali non sono scindibili senza snaturare l’ordine costituzionale. L’argomento è stato collocato dentro un panorama globale in cui riemergono pulsioni restrittive, che il Quirinale ha indicato come segnali da leggere con attenzione.
Il valore del dissenso
Il diritto al dissenso, ha detto il capo dello Stato, diventa “ancor più prezioso dove viene negato”. L’edizione di Pordenonelegge, Festa del libro e della libertà, è stata citata come richiamo a questo nucleo, insieme alla libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.
La difesa del confronto pubblico è stata collegata all’uso responsabile del voto e degli strumenti democratici. Nelle parole del presidente, il riconoscimento del dissenso non indebolisce la democrazia: la rafforza, perché consente alle comunità di misurarsi con idee diverse senza ricorrere a restrizioni o censure.
Riferimenti europei e riconoscimento
Il riferimento agli 80 anni della Repubblica ha legato la tutela dei diritti al percorso dell’Italia dopo la dittatura e la guerra, rivendicando la crescita della democrazia e dei diritti e ricordando il voto come strumento del confronto politico. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è stata richiamata come presidio della possibilità di esprimere, ricevere e comunicare informazioni e idee senza ingerenze delle autorità pubbliche.
A conclusione della cerimonia, la Fondazione Pordenonelegge ha conferito a Mattarella la medaglia “Ambasciatore della libertà”, destinata a personalità impegnate contro l’odio e nella difesa della libertà e dei diritti. Il presidente ha rivolto anche un saluto ai lavoratori dello stabilimento Electrolux di Porcia, impegnati nella vertenza sul futuro del sito produttivo.
