L’Irccs di Negrar ha registrato complicanze più che dimezzate nella chirurgia senologica e l’azzeramento di quelle severe nella chirurgia toracica con l’applicazione del protocollo Eras con anestesia “green” e stop al digiuno. I nuovi dati sono stati illustrati al congresso della Perioperative Italian Society, in corso a Verona. Per gli interventi al seno, la degenza media si è ridotta di un giorno. La società scientifica che tiene il congresso è dedicata alla promozione di questi percorsi di cura.
L’ospedale veronese ha ottenuto la doppia certificazione Eras per questi ambiti chirurgici. Il riconoscimento amplia l’attività del centro, che era già stato il primo in Italia a occuparsi della formazione Eras per la chirurgia bariatrica e colo-rettale.
Il protocollo Eras: anestesia “green” e stop al digiuno
Il protocollo Eras supera l’indicazione del digiuno prolungato prima e dopo un’operazione. Le recenti evidenze scientifiche raccolte nel percorso indicano che riprendere a mangiare 2 ore dopo l’intervento favorisce il recupero e riduce la necessità di anestesia, oltre a migliorare gli esiti del ricovero.
Il motivo riguarda anche il funzionamento dell’intestino e il consumo delle riserve dell’organismo. «Per decenni si è creduto che il tratto digerente dovesse restare a lungo a riposo dopo un intervento in attesa dei classici “primi rumori intestinali”. Una convinzione che va capovolta», ha dichiarato Giacomo Ruffo, direttore della Chirurgia generale del Negrar e presidente del congresso. «La ripresa precoce dell’alimentazione stimola la motilità intestinale e contrasta il meccanismo con cui l’organismo, se privato di nutrienti, inizia a “smontare” i propri muscoli per procurarsi energia».
La risposta del corpo all’operazione resta centrale anche con le tecniche meno invasive. «L’intervento chirurgico, per quanto mininvasivo e robotico, altera l’anatomia e determina una risposta infiammatoria», ha spiegato Marco Catarci, presidente di Eras Italia. «Ridurre questa risposta rende il decorso post-operatorio il più fluido possibile».
Gas anestetici e materiali monouso
La riduzione delle emissioni di CO2 riguarda ogni componente del percorso chirurgico, dalla preparazione preoperatoria alla sala operatoria. Non si limita a consumare meno o a ridurre genericamente i rifiuti: comprende le scelte sui farmaci impiegati per l’anestesia, sui materiali e sulle modalità di nutrizione dei pazienti.
La diffusione di queste pratiche incontra però ancora un ostacolo nella loro adozione quotidiana. «Nonostante sia nato oltre 25 anni fa, stenta ancora ad affermarsi come pratica standard. Applicarlo significa cambiare la mentalità degli operatori sanitari», ha osservato Catarci. Per il presidente di Eras Italia, il ritorno all’alimentazione attraverso la via naturale, evitando giorni di infusioni endovenose, contribuisce anche alla sostenibilità del protocollo.
L’anestesia sostenibile prevede la riduzione dell’uso dei gas anestetici inalatori, salvo quando siano necessari per motivi medici, e la limitazione dei materiali monouso. A descrivere il contributo dell’anestesia alla strategia ambientale è stato Nicola Menestrina, anestesista e referente del protocollo Eras presso il Negrar.
