Migliaia di persone sono scese in piazza a Parigi per contestare la proposta di legge francese che introduce una presunzione di legittimità nell’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine. I suoi oppositori sostengono che la norma possa creare una sorta di «licenza di uccidere» per poliziotti e gendarmi. Il provvedimento, approvato dall’Assemblea nazionale il 7 luglio, deve ancora essere esaminato dal Senato.
La protesta contro la proposta di legge
Al corteo hanno preso parte esponenti politici, associazioni per i diritti umani e attivisti contrari alla modifica delle regole sull’utilizzo delle armi da parte degli agenti. Tra i partecipanti c’era anche Mathilde Panot, esponente di La France Insoumise, che ha chiesto al Senato di respingere il testo.
«La polizia uccide già», ha dichiarato Panot davanti ai manifestanti, aggiungendo che «nella Repubblica non può esserci un’impunità organizzata per la polizia». Secondo la deputata, non può esistere una categoria di cittadini che disponga di un diritto di vita o di morte sugli altri.
Cosa prevede il testo approvato dai deputati
La proposta punta a introdurre una presunzione di legittimità per l’uso dell’arma da parte di poliziotti e gendarmi nell’esercizio delle loro funzioni. In base al testo approvato dall’Assemblea nazionale, la valutazione della legittimità del tiro verrebbe quindi modificata, rafforzando la protezione giuridica degli agenti.
I critici della norma sostengono che il cambiamento possa rendere più difficile contestare la legittimità di un uso dell’arma. Il governo e i sostenitori del provvedimento, invece, lo presentano come un rafforzamento delle garanzie giuridiche per le forze dell’ordine.
In piazza anche la sorella di Amine Bentousi
Alla manifestazione era presente anche Amal Bentousi, sorella di Amine, un rapinatore colpito alla schiena dalla polizia nel 2012 a Seine-Saint-Denis, dipartimento a nord di Parigi. La protesta ha inoltre raccolto l’adesione di Amnesty International, del sindacato dei magistrati francesi e della Lega per i Diritti Umani.
Ora il passaggio al Senato
Dopo il via libera dell’Assemblea nazionale, la proposta dovrà affrontare l’esame del Senato, previsto in autunno. Il testo è al centro di un forte confronto politico e sociale: gli oppositori parlano di un possibile «permesso di uccidere», mentre i sostenitori sostengono la necessità di offrire maggiore tutela giuridica a poliziotti e gendarmi.
