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Ticket sanitari, dal 21 settembre cambiano le tariffe di visite ed esami: quanto si paga

La revisione interessa 448 prestazioni ambulatoriali e 222 codici protesici, ma la spesa per il paziente dipende da tetti regionali ed esenzioni.

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Ricetta medica del Servizio Sanitario Nazionale per visite ed esami

Immagine generata con AI

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Il Servizio sanitario nazionale applicherà dal 21 settembre 2026 un nuovo tariffario per 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica. Sono comprese visite mediche, esami diagnostici, procedure ambulatoriali e dispositivi per le persone con disabilità. Gli importi servono a remunerare le strutture pubbliche e private accreditate che lavorano per il servizio pubblico: non corrispondono necessariamente alla cifra dovuta dall’assistito.

La revisione aggiorna valori ritenuti non più adeguati ai costi e alle caratteristiche delle prestazioni. Punta a rendere più sostenibile l’offerta e, potenzialmente, ad aumentare la disponibilità presso le strutture accreditate. Non garantisce però una riduzione delle liste d’attesa, sulle quali incidono anche personale, apparecchiature, organizzazione delle agende e capacità produttiva. Le nuove regole non modificano automaticamente i prezzi delle prestazioni completamente private o in libera professione.

Gli aumenti per visite ed esami e le tariffe ferme

L’aumento medio delle tariffe coinvolte è stimato intorno al 5,8%, con differenze tra le prestazioni. L’agoaspirato della mammella passa da 31,25 a 36,50 euro; la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma da 33,60 a 38 euro.

Molte prime visite specialistiche aumentano di un euro, da 25 a 26 euro: tra queste quelle neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche. La prima visita oculistica sale da 25,80 a 26,80 euro, quella dermatologica o allergologica da 25,40 a 26,40 euro, quella otorinolaringoiatrica da 26,20 a 27,20 euro.

La spirometria semplice passa da 24 a 24,90 euro, l’elettrocardiogramma da 11,60 a 12,05 euro e il prelievo venoso da 3,80 a 4,30 euro. Per quest’ultimo, l’incremento è quindi di 50 centesimi.

Oltre otto prestazioni su dieci dovrebbero invece restare invariate. La visita specialistica di controllo conserva la tariffa di 17,90 euro. Restano ferme anche la radiografia del torace a 15,45 euro, l’ecografia dell’addome inferiore a 37,80 euro, l’ecografia ginecologica a 30,95 euro e la densitometria ossea lombare o femorale a 31,50 euro.

Non cambiano le tariffe dei principali esami di laboratorio: emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. Per gli esami del sangue, l’unico ritocco indicato riguarda dunque il prelievo venoso.

Quanto paga il paziente e la distinzione tra prima visita e controllo

I ticket sanitari dipendono dalle regole sulla compartecipazione, dalle esenzioni e dalle disposizioni regionali. Nella maggior parte delle Regioni, il ticket ordinario ha un tetto di 36,15 euro per ricetta: l’aumento della tariffa non comporta quindi necessariamente un incremento equivalente della spesa.

Per la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, la tariffa nazionale sale a 38 euro, ma dove si applica quel limite il cittadino non esente pagherebbe al massimo 36,15 euro: 2,55 euro in più rispetto ai precedenti 33,60. Alle stesse condizioni, il ticket per l’agoaspirato della mammella passerebbe da 31,25 a 36,15 euro.

Se una ricetta contiene più prestazioni, le tariffe vengono sommate fino al limite regionale. Anche l’aumento del prelievo venoso può essere assorbito quando la ricetta raggiunge già il tetto.

Conta inoltre la distinzione tra prima visita e controllo. La prima, generalmente in aumento da 25 a 26 euro, riguarda anche un nuovo disturbo, un diverso quesito diagnostico o il peggioramento di una patologia conosciuta. Il controllo segue invece un percorso clinico già avviato: serve, per esempio, a valutare gli esami richiesti, verificare l’efficacia di una terapia o monitorare una condizione già presa in carico. L’indicazione corretta sulla prescrizione ha dunque un valore sanitario e incide sul calcolo del ticket.

Le esenzioni e le verifiche per chi ha già prenotato

L’aggiornamento non modifica automaticamente le esenzioni. Restano previste, secondo i requisiti normativi, quelle per reddito ed età, disoccupazione, pensione sociale o minima, patologie croniche e malattie rare, invalidità, gravidanza, screening oncologici e altre condizioni specifiche.

Tra i codici più frequenti, E01 riguarda i bambini sotto i 6 anni e le persone oltre i 65 entro determinati limiti di reddito; E02 i disoccupati e i familiari a carico entro le soglie previste; E03 i titolari di assegno sociale; E04 alcuni pensionati al minimo oltre i 60 anni.

Un’esenzione per patologia cronica o rara non copre necessariamente ogni ticket, ma le prestazioni previste per quella condizione. Sulla ricetta deve inoltre comparire il codice di esenzione corretto.

Le verifiche sulla prescrizione riguardano anche il codice della prestazione, la distinzione tra prima visita e controllo, il quesito diagnostico, la classe di priorità e la validità dell’impegnativa.

Per gli appuntamenti dal 21 settembre in poi può essere applicata la tariffa vigente al momento dell’erogazione, anche se la prenotazione o la prescrizione sono precedenti. Chi ha già fissato una visita o un esame dovrebbe controllare l’importo aggiornato tramite il portale regionale, il Fascicolo sanitario elettronico o il Cup, senza procedere automaticamente a una nuova prenotazione.

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