La sicurezza delle cure resta una questione particolarmente rilevante per chi convive con una malattia cronica. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel mondo circa un paziente su dieci affetto da una malattia non trasmissibile subisce un danno nel corso dell’assistenza sanitaria. In circa la metà dei casi, queste conseguenze potrebbero essere evitate.
Oms: “Le malattie non trasmissibili causano il 74% dei decessi”
I dati sono stati diffusi dall’Oms in occasione della Giornata mondiale della sicurezza del paziente, celebrata oggi e dedicata quest’anno proprio alla sicurezza dell’assistenza sanitaria per le persone con malattie non trasmissibili. In questa categoria rientrano, tra le altre, le patologie cardiovascolari, le malattie respiratorie croniche, i tumori e il diabete. Complessivamente, queste malattie sono responsabili del 74% dei decessi a livello mondiale.
Il rischio aumenta con le cure prolungate
Secondo l’Oms, le persone colpite da queste patologie sono particolarmente esposte ai rischi legati all’assistenza sanitaria per la natura cronica delle loro condizioni. La necessità di sottoporsi a trattamenti continuativi e i frequenti contatti con i sistemi sanitari aumentano infatti le occasioni in cui possono verificarsi eventi avversi. Per alcune malattie il problema risulta ancora più evidente. Nel caso dei tumori, per esempio, fino a un paziente su tre può andare incontro a eventi avversi durante il percorso di cura.
Più patologie croniche, maggiore esposizione ai danni
Un ulteriore elemento di rischio riguarda le persone che devono convivere contemporaneamente con più malattie croniche. La presenza di diverse patologie può rendere più complesso il percorso assistenziale e aumentare ulteriormente la possibilità che il paziente subisca danni durante le cure. L’Oms sottolinea quindi l’importanza di rafforzare la sicurezza dell’assistenza sanitaria proprio nei confronti di chi, a causa della propria condizione, ha bisogno di un rapporto continuativo con medici, strutture e sistemi sanitari.
