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Rabbino aggredito a Milano, contestato anche l’odio razziale: obbligo di firma

Il ventenne arrestato ha ammesso di aver dato un calcio al sessantenne, spiegando di averlo fatto perché era arrabbiato e di aver perso la testa dopo che l'uomo gli stava scattando una fotografia

17 Settembre 2026
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Polizia-stradale@alanews.it

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Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Si è conclusa con la convalida dell’arresto e l’obbligo di firma due volte alla settimana l’udienza per direttissima a carico di un ventenne accusato dell’aggressione a un rabbino sessantenne avvenuta ieri pomeriggio a Milano. Al giovane è contestato il reato di lesioni, mentre il pm Luca Gaglio ha contestato anche a piede libero al fratello 21enne l’ipotesi di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il fratello: “Non siamo razzisti”

Il 21enne, che risulta indagato a piede libero, ha respinto le accuse parlando con i cronisti fuori dall’aula. “Non siamo razzisti”, ha detto, sostenendo che nella denuncia sarebbe stata descritta una scena diversa da quella realmente avvenuta. Secondo il giovane, le telecamere dimostrerebbero che nessuno avrebbe colpito il rabbino con pugni o calci e che i ragazzi non sarebbero fuggiti. “Se lo vedo gli stringo la mano e gli dico ‘se ti abbiamo fatto un danno, perdonaci'”, ha aggiunto il 21enne, spiegando di ritenere che quanto accaduto fosse iniziato come uno scherzo tra amici.

Il racconto dell’aggressione al rabbino

Il giovane ha riferito che ieri pomeriggio si trovava in una piazza della zona Bisceglie insieme al fratello e a un amico, mentre aspettavano un’altra persona. I tre stavano scherzando e realizzando video per TikTok quando l’amico si sarebbe avvicinato casualmente al rabbino, che avrebbe reagito con un verso.

Il 21enne ha raccontato di aver capito che l’uomo era ebreo, ma di non aver dato importanza alla sua religione. Secondo la sua versione, il rabbino avrebbe quindi iniziato a parlare nella propria lingua e a riprendere i ragazzi con il telefono. A quel punto l’amico gli avrebbe tolto per scherzo il cappello dalla testa, chiedendogli se gli stesse bene, per poi restituirglielo poco dopo.

La discussione con il rabbino dopo il cappello tolto

Sempre secondo il racconto del 21enne, i ragazzi avrebbero quindi deciso di allontanarsi, ma il rabbino li avrebbe seguiti continuando a filmarli. A quel punto la terza persona che era con loro avrebbe fatto con una gamba un gesto per invitarlo ad andare via.

Il giovane ha insistito sul fatto che la religione dell’uomo non avrebbe avuto alcun peso nel comportamento del gruppo: “Per noi non cambiava nulla che fosse ebreo, cristiano, musulmano, io non ho problemi, noi siamo africani”. Ha inoltre spiegato che il rabbino avrebbe avuto un’età simile a quella di suo padre e che, a suo dire, non gli avrebbe mai messo le mani addosso.

La versione sull’aggressione al rabbino

La ricostruzione fornita dal 21enne è diversa da quella contenuta nella denuncia presentata dal sessantenne. Durante l’udienza, il pm ha riferito che nella denuncia viene indicato un calcio alle gambe e vengono descritti gesti di scherno compiuti dai ragazzi mentre all’uomo veniva tolto il copricapo.

Il ventenne arrestato ha invece ammesso di aver dato un calcio, spiegando di averlo fatto perché era arrabbiato e di aver perso la testa dopo che il rabbino gli stava scattando una fotografia, in seguito all’episodio del cappello.

Il 21enne: “Studio ingegneria meccanica”

Il giovane ha anche parlato della propria vita personale: studia ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, è nato in Italia e vi ha sempre vissuto. Ha inoltre raccontato di essere volontario della Protezione civile di Codogno.

A suo dire, saranno le immagini delle telecamere a chiarire quanto accaduto: “Se prendono le telecamere, si vedrà che non abbiamo mai colpito e non siamo scappati”.

L’obbligo di firma per il ventenne

Al termine dell’udienza, la giudice Sofia Fioretta ha convalidato l’arresto del ventenne e disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma due volte alla settimana. Nel foglio relativo alla direttissima l’arresto era indicato per il reato di lesioni, mentre il pm Gaglio ha contestato al 21enne, lasciato in libertà, la stessa ipotesi di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il divieto di ritorno a Milano

Nei confronti del 21enne è stato inoltre notificato dalla Questura un foglio di via con divieto di ritorno a Milano per un anno. Nel provvedimento l’episodio viene descritto come un’aggressione caratterizzata da “brutale violenza” e viene fatto riferimento a un allarme “sociale” e alla “pericolosità sociale” del giovane.

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