Il sistema ferroviario italiano si prepara a una nuova fase di investimenti e interventi programmati fino al 2031. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato il Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci (Dspm) 2027-2031, che definisce le principali linee di sviluppo della rete nazionale e individua 17 azioni prioritarie.
Più sicurezza e infrastrutture contro il cambiamento climatico
Tra gli obiettivi indicati dal documento ci sono il rafforzamento delle infrastrutture per renderle più resilienti agli effetti del cambiamento climatico e il mantenimento, oltre all’incremento, degli standard di sicurezza della circolazione ferroviaria. Il piano prevede inoltre la progressiva estensione del sistema Ertms, il sistema europeo di segnalamento e controllo dei treni, fino a coprire l’intera rete entro il 2043. A questo si affianca la digitalizzazione dei processi legati al trasporto ferroviario.
Alta Velocità e collegamenti con porti e aeroporti
Il Dspm individua tra le priorità anche il completamento dei corridoi Ten-T, il potenziamento dell’Alta Velocità e il miglioramento dei collegamenti di ultimo miglio. Particolare attenzione viene riservata alle connessioni tra la rete ferroviaria e porti, aeroporti, terminali merci e poli industriali, con l’obiettivo di rendere più efficienti gli spostamenti di persone e merci e rafforzare l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto.
Le 17 azioni prioritarie del piano
Il documento, composto da 153 pagine e suddiviso in sei capitoli, individua 17 azioni considerate prioritarie per raggiungere gli obiettivi strategici. Tra queste figurano il rafforzamento degli standard di sicurezza, il miglioramento delle reti regionali e dei nodi metropolitani attraverso interventi di riqualificazione tecnologica e l’aumento della capacità delle infrastrutture.
Il piano punta inoltre a una maggiore integrazione delle reti regionali con quella nazionale e al potenziamento delle connessioni di ultimo miglio. Le stazioni dovranno essere sviluppate anche come nodi intermodali e poli urbani, mentre sono previsti interventi per migliorare la qualità del servizio e l’accessibilità.
Più attenzione alle persone a mobilità ridotta
Una parte degli interventi riguarderà anche l’accessibilità delle infrastrutture ferroviarie, con particolare attenzione alle persone a mobilità ridotta. Il Dspm prevede sia interventi fisici sia soluzioni tecnologiche per rendere più facilmente utilizzabili stazioni e servizi. L’obiettivo complessivo è quindi quello di accompagnare il potenziamento della rete con un miglioramento dell’esperienza di viaggio e della sua integrazione con gli altri sistemi di trasporto.
Cosa prevede il Documento strategico
Dopo il capitolo iniziale dedicato all’introduzione, il secondo capitolo fa il punto sugli obiettivi raggiunti con l’attuazione delle linee strategiche contenute nel Dsmf 2022, oggi denominato Dspm. Nel terzo capitolo vengono invece definiti gli obiettivi e le azioni prioritarie della strategia nazionale pluriennale per la pianificazione multimodale dei trasporti. La programmazione tiene conto delle esigenze di mobilità di passeggeri e merci, con un’attenzione particolare al trasporto ferroviario, e analizza la rete multimodale nazionale concentrandosi anche su logistica e intermodalità.
Contratti di programma e sviluppo della rete
Il quarto capitolo esamina gli attuali Contratti di programma 2022-2026 e i relativi aggiornamenti del 2025, includendo anche la valutazione delle performance del gestore dell’infrastruttura ferroviaria. Il quinto capitolo è dedicato invece ai programmi strategici per lo sviluppo della rete. Il documento ne indica la localizzazione sul territorio e stabilisce le relative priorità.
La valutazione degli investimenti
L’ultimo capitolo descrive la metodologia utilizzata per valutare gli investimenti ferroviari nelle diverse fasi: prima dell’intervento, durante la sua realizzazione e dopo il completamento. Nelle valutazioni viene attribuita particolare importanza anche agli effetti ambientali e sociali delle opere. Il Dspm rappresenta così il quadro strategico destinato a orientare la successiva programmazione e il finanziamento delle infrastrutture ferroviarie, in relazione alle esigenze di mobilità di persone e merci.
Il decreto firmato da Salvini
Il documento dovrà essere recepito attraverso i Contratti di programma che saranno stipulati tra il Mit e il gestore dell’infrastruttura ferroviaria. Il ministero lo definisce come l’atto di indirizzo strategico per tradurre gli obiettivi della politica nazionale delle infrastrutture e della mobilità ferroviaria in una programmazione concreta. Il Decreto ministeriale di approvazione del Dspm n. 141 del 30 giugno 2026, firmato dal ministro Matteo Salvini, è stato infine ammesso alla registrazione dalla Corte dei Conti.
