Il Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri dell’Unione europea, ha deciso di prolungare di sette giorni il regime di misure restrittive individuali contro Mosca, in scadenza martedì 15 settembre. La decisione evita che decadano le designazioni riguardanti circa 3mila persone ed entità colpite dalle sanzioni europee. Il nuovo termine è fissato alla mezzanotte di martedì 22 settembre: i governi avranno un’altra settimana per esaminare le proposte di rinnovo e cercare un compromesso sulle persone da mantenere nella lista.
Il rinnovo all’unanimità e le richieste di Slovacchia e Francia
Il rinnovo delle sanzioni alla Russia richiede l’unanimità degli Stati membri. Senza l’accordo di tutti i Ventisette, le misure individuali rischierebbero quindi di decadere. L’ultimo rinnovo ordinario, deciso a marzo, aveva esteso fino al 15 settembre le restrizioni contro i soggetti considerati responsabili di azioni che minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina.
A complicare il negoziato sono state soprattutto le richieste avanzate dalla Slovacchia e dalla Francia. Bratislava ha insistito per escludere dalle sanzioni Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, mentre Parigi ha sostenuto la rimozione del solo Usmanov.
Secondo quanto riferito da quattro fonti diplomatiche a Euronews, la posizione francese avrebbe provocato forte irritazione tra gli altri Stati membri. Parigi ha comunque ribadito il proprio sostegno al rinnovo complessivo delle restrizioni. La proroga di sette giorni non risolve quindi il confronto politico: sposta la scadenza e concede altro tempo ai Ventisette per evitare che le divergenze sulle singole designazioni mettano in discussione l’intero regime.
Russia, le misure sulle sanzioni individuali
Le restrizioni riguardano esponenti politici, imprenditori, militari e società ritenuti responsabili o coinvolti nelle azioni che minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Per le persone inserite nella lista prevedono, tra le altre misure, il congelamento dei beni nell’Unione europea e il divieto di ingresso o transito nel territorio comunitario. È inoltre vietato mettere fondi o risorse economiche a disposizione dei soggetti sanzionati.
A marzo il regime comprendeva circa 2.600 persone ed entità. Nei mesi successivi la lista è stata ulteriormente ampliata: il 21° pacchetto di sanzioni approvato il 23 luglio ha aggiunto, tra gli altri provvedimenti, 48 persone e 170 entità, mentre ulteriori designazioni sono state adottate successivamente. Le fonti europee parlano oggi di circa 3mila soggetti complessivamente interessati dal regime.
La decisione del Coreper prolunga per sette giorni il regime attuale, senza risolvere le divergenze sul rinnovo ordinario. La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea ha spiegato la ragione del termine aggiuntivo: “Al fine di concedere agli Stati membri più tempo per esaminare in modo approfondito le proposte di rinnovo, il Coreper ha deciso di prorogare il regime per un periodo di sette giorni, fino alla mezzanotte di martedì 22 settembre”.
La stessa presidenza ha precisato che verranno ora completate le procedure giuridiche necessarie per dare attuazione alla decisione adottata dal Comitato dei rappresentanti permanenti.
