Per Matteo Salvini, quella appena conclusa a Venezia è stata “tutto fuorché un festival del cinema”. Il motivo sarebbe lo spazio occupato dalla Palestina, tra presenze pro Pal e standing ovation. Ma proprio una di quelle ovazioni è arrivata al termine di NAZA, un documentario diretto da due registi israeliani e costruito sulle testimonianze di 24 membri dell’intelligence e dell’esercito israeliano coinvolti nelle operazioni militari nella Striscia di Gaza.
Il vicepremier e segretario della Lega è intervenuto domenica 13 settembre, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc a Roma. “Dove giustamente c’erano pro Pal ovunque e standing ovation per i pro Pal, io ricordo che il 7 ottobre 2023 c’è stata la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi, quindi occorre equilibrio”, ha dichiarato.
Salvini contro Venezia richiama il 7 ottobre
Il riferimento di Salvini al 7 ottobre riguarda l’attacco guidato da Hamas nel sud di Israele, nel quale furono uccise circa 1.200 persone e 251 furono prese in ostaggio. Il leader della Lega aggiunge però un secondo passaggio: “La caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico“. Nelle sue parole non compare, invece, ciò che ha portato il tema palestinese al centro della Mostra.
NAZA, unico documentario in concorso a Venezia, è stato diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor ed è stato premiato con il Premio speciale della giuria. La stessa Biennale lo presenta come un film che racconta “i sistemi alla base dell’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza”.
NAZA, le testimonianze dei militari israeliani e i 25 minuti di applausi
Il lavoro nasce da tre anni di interviste a 24 soldati e funzionari dell’intelligence israeliana. Secondo le testimonianze raccolte, i sistemi utilizzati per individuare gli obiettivi consentivano di prevedere in anticipo anche il numero di civili che sarebbero potuti morire nei bombardamenti. Il titolo stesso, “NAZA”, deriva da un termine utilizzato nell’intelligence israeliana per indicare le vittime civili previste durante un attacco. Reuters ha ricostruito anche l’utilizzo da parte degli agenti israeliani di sistemi basati sull’intelligenza artificiale per individuare i possibili bersagli.
Alla proiezione veneziana sono seguiti 25 minuti di applausi. L’esercito israeliano ha respinto “categoricamente” le accuse contenute nel documentario, sostenendo di compiere sforzi senza precedenti per limitare le vittime civili e contestando l’utilizzo di testimonianze anonime.
Salvini e la Biennale: “L’arte al di là delle bandiere”
Non è la prima volta che Salvini interviene sul rapporto tra politica e arte. Lo scorso maggio, durante una visita alla Biennale d’Arte di Venezia segnata dalle proteste contro la presenza di Israele, aveva espresso una posizione in parte diversa sul ruolo delle manifestazioni politiche all’interno degli eventi culturali.
Il vicepremier aveva invitato a godersi “l’arte e gli artisti al di là delle polemiche, delle bandiere, dei boicottaggi“, sostenendo che le controversie politiche non avrebbero dovuto coinvolgere la Fondazione Biennale.
Nel frattempo, il bilancio della guerra a Gaza, secondo le autorità sanitarie nella Striscia e riportato da Reuters, ha superato 73mila palestinesi uccisi.
