I riflettori dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si sono spenti al termine della cerimonia ufficiale tenutasi ieri 12 settembre. La cerimonia ha ripercorso l’intero panorama del cinema contemporaneo, partendo dalle nuove tecnologie visive fino ad arrivare ai premi più prestigiosi del concorso.
Tutti i premi assegnati alla Biennale
Le premiazioni si sono aperte con la sezione Venice Immersive, dove la giuria guidata da Paul Raphaël insieme a Négar Motevalymeidanshah e Kate Voet ha assegnato il premio per la realizzazione a Empire at Sea di Peter Flaherty, il Premio Speciale della Giuria a Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny De La Peña, e il Gran Premio all’opera cinese The Pigeon Ring di Shixin Tao e Yuqi Zhang.
Per la sezione Venezia Classici, i 24 studenti di cinema affiancati dal presidente Daniele Vicari hanno incoronato La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini come miglior film restaurato, mentre il Premio degli Spettatori Armani Beauty (Venezia Spotlight) è andato a Eu contez (I Matter) della regista Alina Șerban.
Successivamente è stato il momento dell’esordio dell’anno: la giuria del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, presieduta da Carolina Cavalli con Akinola Davies Jr. e Ted Hope, ha scelto la coproduzione internazionale La maison du vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, opera che ha collezionato consensi ricevendo anche il Premio Speciale della Giuria nella sezione Orizzonti.
Proprio all’interno di Orizzonti, la presidente Valérie Donzelli e i giurati Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi hanno decretato come miglior cortometraggio Quelques instants de bonheur (A Few Moments of Happiness) di Shaden Safieddine Tazi.
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Spazio poi al successo italiano. I figli della scimmia di Tommaso Landucci porta a casa il premio per la miglior sceneggiatura (scritta dal regista con Damiano Femfert) e regala a Riccardo Scamarcio la coppa come miglior attore. La controparte femminile ha visto trionfare Laleh Marzban per l’interpretazione in Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei, mentre la migliore regia è andata a Jacqueline Lentzou per la pellicola greca Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra). Il titolo di miglior film di Orizzonti è stato assegnato a Un détour par Diane (Diane in the loop) di Ann Sirot e Raphaël Balboni.
Infine, l’attenzione si è spostata sulla giuria del concorso principale, guidata da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. I riconoscimenti individuali si sono aperti con il Premio Marcello Mastroianni alla giovane emergente Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, seguito dal Premio Speciale della Giuria a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il trionfo di Kvinde Ukendt (Woman Unknown)
La sceneggiatura premiata è stata quella scritta da Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat di Brizé, mentre John Malkovich si è aggiudicato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile grazie al suo ruolo in Wild Horse Nine di Martin McDonagh.
Nei momenti conclusivi del galà, la regia di Ilya Khrzhanovsky per DAU è stata premiata con il Leone d’Argento per la migliore regia, mentre il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato al cineasta sudcoreano Lee Chang-dong per Ga-neung-han Sa-rang (Possible Love).
Il massimo trionfo della serata è stato segnato dalla doppietta di Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy. La protagonista Mathilde Arcel ha prima ritirato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, anticipando di pochi minuti l’assegnazione del Leone d’Oro per il miglior film alla pellicola danese-svedese-lettone.
