Le forze armate yemenite hanno rivendicato riconquiste nella provincia di Taiz, mentre media iraniani hanno segnalato esplosioni a Sirik. Le prime riguardano postazioni sottratte ai ribelli; le esplosioni hanno invece cause ancora ignote. Sirik si trova nella provincia di Hormozgan, vicino allo Stretto di Hormuz.
I due episodi si inseriscono nelle tensioni che interessano il Medio Oriente, tra operazioni militari e crisi regionali. Ai nuovi scontri in Yemen si aggiungono l’ampliamento dei raid israeliani e le violenze nella Cisgiordania occupata.
Le riconquiste rivendicate dalle forze yemenite a Taiz
Le forze armate yemenite hanno comunicato su X di aver riconquistato postazioni nella provincia di Taiz. Hanno inoltre affermato di aver sequestrato materiale militare e inflitto «pesanti perdite» ai ribelli.
La rivendicazione riguarda dunque sia il controllo di postazioni sia il materiale militare sequestrato durante gli scontri. Le avanzate e le riconquiste sono quelle segnalate dalle forze yemenite; anche il riferimento alle perdite dei ribelli appartiene alla loro comunicazione.
Il sequestro di materiale militare accompagna quindi l’annuncio sulle postazioni riconquistate. È nella provincia di Taiz che le forze armate collocano questi risultati delle operazioni contro i ribelli.
Le esplosioni a Sirik vicino allo Stretto di Hormuz
I media iraniani e l’agenzia IRNA hanno segnalato esplosioni a Sirik, nella provincia di Hormozgan. La località è vicina allo Stretto di Hormuz, ma le cause delle esplosioni non sono ancora determinate.
Per Taiz le forze yemenite hanno dunque rivendicato risultati militari, mentre a Sirik la segnalazione riguarda esplosioni di origine ignota. Le notizie diffuse dai media iraniani e da IRNA riguardano esplosioni udite nella località di Sirik.
Guerra Usa-Iran, la diretta di oggi, 13 settembre
Proseguono gli scontri tra Houthi e Arabia Saudita nell’area del Bab al-Mandeb, passaggio strategico sul Mar Rosso. I combattimenti hanno costretto 1.400 persone a lasciare lo Yemen per Gibuti in 24 ore, secondo il ministro dell’Economia e delle Finanze gibutiano. Intanto un’imbarcazione commerciale iraniana è stata colpita vicino all’isola di Qeshm, con un morto e tre feriti secondo IRIB. Teheran ha inoltre comunicato agli Stati Uniti sette condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Cosa sapere:
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Houthi e Arabia Saudita si stanno scambiando attacchi mentre proseguono i combattimenti nell’area del Bab al-Mandeb.
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1.400 persone hanno lasciato lo Yemen per Gibuti in 24 ore, secondo il ministro dell’Economia e delle Finanze di Gibuti.
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Una nave commerciale iraniana è stata colpita vicino all’isola di Qeshm: IRIB riferisce di un morto e tre feriti.
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UKMTO ha riferito che sabato una nave è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta nello Stretto di Hormuz.
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Teheran ha comunicato agli Stati Uniti sette condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
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Donald Trump ha affermato che gli Houthi avrebbero contattato gli Stati Uniti perché non vogliono uno scontro; le milizie hanno smentito, definendo le sue parole prive di fondamento.
Cosa sta succedendo
Le tensioni nel Medio Oriente restano elevate con operazioni militari e crisi regionali: nuovi scontri in Yemen, ampliamento di raid israeliani e violenze nella Cisgiordania occupata.
Ultimi sviluppi: le forze yemenite segnalano avanzate e riconquiste nella provincia di Taiz, mentre nei pressi dello Stretto di Hormuz sono state udite esplosioni a Sirik, causa al momento ignota.
- Yemen: forze armate affermano su X di aver riconquistato postazioni nella provincia di Taiz, sequestrato materiale militare e inflitto «pesanti perdite» ai ribelli.
- Sirik: media iraniani e l’agenzia IRNA segnalano esplosioni nella provincia di Hormozgan, con cause non ancora determinate.
Le forze armate yemenite affermano di aver riconquistato postazioni nella provincia di Taiz e di aver avanzato verso l'area di Ghayl Bani Umar, dice un comunicato pubblicato su X. Nel testo si sostiene che durante gli scontri è stato sequestrato materiale militare e inflitte «pesanti perdite umane» alle milizie Houthi. Il comunicato aggiunge che le forze governative hanno preso di mira obiettivi nei distretti di Dhubab, al-Waziyah, Haifan e nell'area di al-Afayrah a Jabal Habashi.
IRNA riferisce che sono state udite esplosioni nella città di Sirik, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell'Iran. La causa delle esplosioni non è stata determinata, aggiunge l'agenzia.
I media iraniani segnalano esplosioni nella zona di Sirik, nel sud dell'Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. La causa delle esplosioni è al momento sconosciuta.
Il governatore della Banca centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati, è partito per Istanbul per partecipare a un incontro con altri governatori bancari di paesi islamici, riferisce l'agenzia semiufficiale Mehr. Hemmati dovrebbe discutere il rafforzamento dei legami bancari e commerciali e la creazione di nuovi meccanismi per agevolare gli scambi. L'economia iraniana è sotto crescente pressione da oltre sei mesi dopo l'avvio di azioni militari statunitensi e israeliane contro il paese.
Abbas Goudarzi, portavoce del presidente dell'assemblea parlamentare iraniana, afferma che gli Usa «comprendono solo la lingua della forza».
Goudarzi mette in guardia contro negoziati che indeboliscano gli alleati regionali e definisce l'uscita dal Trattato di non proliferazione nucleare «un passo completamente realizzabile», riferisce l'agenzia semiuUfficiale Mehr.
Israele non è firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare.
Miki Zohar, ministro della Cultura e dello Sport, minaccia di revocare la cittadinanza a Rachel Szor e Yuval Abraham dopo il loro documentario su Gaza.
In un post su X Zohar li accusa di «tradire lo Stato» e annuncia che «agirà immediatamente per revocare la cittadinanza».
Il film ha vinto il Premio speciale della giuria a Venezia e include testimonianze di 24 segnalatori; Abraham ha detto che agenti dell'intelligence gli avrebbero spiegato che le uccisioni di massa a Gaza sono state «non accidentali, ma volute».
L'agenzia Fars, citando il direttore generale per gli Affari del Golfo Persico del ministero degli Esteri, riferisce che il rinvio dell'incontro sullo Stretto di Hormuz «è stato chiesto da alcuni Paesi della regione e deciso congiuntamente da Teheran e Mascate». Il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi ha scritto su X che l'incontro previsto per lunedì è stato posticipato.
Badr Albusaidi annuncia su X il rinvio della riunione regionale prevista domani a Salalah sulla sicurezza e la navigazione nello Stretto di Hormuz. Alla riunione avrebbero dovuto partecipare rappresentanti dell'Iran, di diversi Stati del Golfo e dell'Iraq. «Nell'interesse del consenso tra i vari Paesi coinvolti, la riunione regionale prevista per domani a Salalah è stata rinviata», ha scritto il ministro degli Esteri di Muscat.
Badr Albusaidi, ministro degli Esteri omanita, ha detto che è stato rinviato l'incontro previsto lunedì a Salalah tra Paesi del Golfo e Iran sullo Stretto di Hormuz. «Nell'interesse del consenso la riunione regionale fissata per domani a Salalah è stata posticipata», ha scritto su X, aggiungendo che l'Oman resta impegnato a favorire il dialogo per stabilità e cooperazione duratura nella regione.
Abbas Mousavi, capo protocollo dell'ufficio del presidente iraniano, afferma che le azioni di Usa e Israele contro Teheran hanno spinto i Paesi BRICS a prendere una posizione più netta. Mousavi ha accusato Washington e Tel Aviv di «calpestare tutte le norme internazionali», affermando che ciò ha reso il vertice di quest'anno più esplicito contro l'unilateralismo e l'uso della forza. Il summit degli 11 membri, che rappresentano circa il 40% del Pil mondiale, ha adottato all'unanimità una dichiarazione che chiede moderazione in Medio Oriente ma non ha condannato gli attacchi Usa-Israele né i colpi iraniani verso i vicini del Golfo.
Le forze aeree yemenite hanno colpito veicoli Houthi nelle aree di Dhubab e Mocha, ha detto un portavoce delle forze armate del governo. Non sono stati forniti dettagli su vittime o danni.
Jean-Luc Mélenchon afferma che Netanyahu ha «scatenato una cascata di eventi disastrosi» in Medio Oriente. Mélenchon critica la sottomissione dell'Europa agli Stati Uniti e avverte che i blocchi alle forniture peseranno sui paesi europei. Il leader della sinistra francese, candidato alle presidenziali, ha detto che se eletto ritirerà la Francia dalla NATO.
La provincia meridionale iraniana di Bushehr ha esportato più di 2,3 miliardi di dollari di merci tra marzo e agosto, riferisce l'agenzia IRNA.
Il capo dell'ufficio doganale provinciale, Ali Soleimani, ha detto che nello stesso periodo sono state spedite 5,1 milioni di tonnellate di merci.
Soleimani ha aggiunto che tra i principali prodotti esportati figurano prodotti petrolchimici e gas liquefatti e che la provincia ha venduto a 32 Paesi, tra cui Cina, Emirati Arabi Uniti e Pakistan.
Pezeshkian riferisce di aver incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi a Nuova Delhi durante il vertice BRICS e di aver concordato di «mettere da parte il passato» per guardare al futuro. Dice che si è trattato del primo incontro dopo la guerra e le tensioni nel Golfo Persico e che i colloqui sono stati «costruttivi». Precisa che il ministro degli Esteri Araghchi ha poi proseguito le discussioni.
Al-Masirah, emittente vicina agli Houthi, riferisce che l'Arabia Saudita ha effettuato due raid su Saada, nel nord dello Yemen.
La stessa emittente segnala colpi d'artiglieria nel distretto di Monabbih al confine e l'agenzia di protezione civile saudita ha emesso e poi revocato allerte per due regioni di confine.
I ribelli Houthi hanno detto di aver usato droni e missili per attaccare una base militare nel sud dell'Arabia Saudita.
Masoud Pezeshkian, in un'intervista a India Today, afferma che l'Iran «non ha problemi con gli Emirati Arabi Uniti» ma che «il problema è con le basi americane situate in questi Paesi». «Da queste basi, martirizzano i nostri figli. Attaccano le nostre infrastrutture e prendono di mira i nostri leader, i nostri comandanti e la nostra gente», aggiunge il presidente iraniano. Pezeshkian conclude che i paesi vicini «non dovrebbero permettere ai nemici di utilizzare il loro territorio per attaccare il nostro» e dice di voler rafforzare i rapporti con gli Emirati e altri Paesi della regione.
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) riferisce 85.000 sfollati a causa dell'ultimo conflitto in Yemen. Ansar Allah avanza a Marib e Taiz, intensificando gli scontri e i movimenti di popolazione. «Migliaia di yemeniti sono morti perché macchine per la dialisi non sono entrate nei porti di Hodeidah e Mokha», affermano gli Houthi attribuendo il problema al blocco saudita.
Le forze israeliane hanno ampliato le operazioni militari nella Siria meridionale. L'espansione interessa le province di Damasco, Quneitra e Deraa.
Coloni assaltano il villaggio di Burqa, nella Cisgiordania occupata, mentre le forze israeliane compiono un raid a Kafr Ein.
Un filmato condiviso da Quds News Network mostra bestiame di coloni libero sui terreni palestinesi a Burqa, e l'agenzia Wafa riferisce che le forze israeliane hanno sparato contro giovani palestinesi a Kafr Ein senza provocare feriti.
Wafa aggiunge che un uomo di Burqa è stato arrestato mentre lavorava a Ramoun; la Palestinian Prisoner’s Society (PPS) riferisce oltre 100 arresti nella Cisgiordania nell'ultima settimana.
Il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan dice che la sicurezza del Golfo non si consegue senza rispetto della sovranità dei Paesi della regione. Ha aggiunto che gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo «non tollereranno il coinvolgimento dei loro territori». Bin Farhan ha poi sottolineato l'importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e ha avvertito che qualsiasi interruzione metterebbe a rischio i mercati globali e le catene di approvvigionamento.
Le autorità saudite dicono che il pericolo è passato nelle aree di Khamis Mushait e Abha dopo un allarme di emergenza diramato pochi minuti prima. Non sono stati forniti dettagli sulle cause dell'allerta.
La difesa civile saudita emette un'allerta per le aree di Khamis Mushait e Abha, avvertendo della presenza di un potenziale pericolo. Non sono stati forniti dettagli sul tipo di minaccia.
Al-Nuzaili afferma che l'aeronautica del governo yemenita ha distrutto «equipaggiamenti, assembramenti e personale» Houthi a Dhubab e Mocha, nel governatorato di Taiz. Le forze governative avevano dichiarato una zona militare sulla strada tra Taiz e Mocha e hanno invitato i civili a evitarla. I ribelli Houthi hanno conquistato Mocha in un'offensiva lampo che ha ampliato il loro controllo sulla costa del Mar Rosso.
Donald Trump afferma che la questione iraniana si risolverà dopo le elezioni di metà mandato previste a novembre. Ha parlato con i giornalisti al suo golf club di Doonbeg, in Irlanda, aggiungendo «L'Iran vuole disperatamente un accordo e continua a chiamare».
Il ministro ad interim della Difesa Majid Ebn al-Reza dice a Tasnim che l'Iran è pienamente preparato ad affrontare nuove minacce o un altro conflitto.
Ha avvertito che chi a Washington pensa di intimidire Teheran o di farle cambiare rotta «si sbaglia di grosso».
Ha aggiunto che il Paese ha mostrato finora solo una minima parte delle sue capacità difensive.
NNA riferisce che Hadatha, nel sud del Libano, è sottoposta a «fuoco d'artiglieria ostile» da parte delle forze israeliane. L'agenzia aggiunge che le forze israeliane hanno condotto un bombardamento «enorme» su Al-Tayri, nel distretto di Bint Jbeil.
Trump dice di non essere interessato alla riunione in programma domani in Oman tra l'Iran, con cui gli Stati Uniti sono in guerra, e diversi Paesi del Golfo. «Non mi interessa», ha detto Trump durante un breve scambio con la stampa in Irlanda, dove partecipa a un torneo di golf in una struttura di proprietà della sua famiglia.
Reuters riferisce che l'Arabia Saudita ha scorte di petrolio a Yanbu sufficienti per soli cinque-sette giorni, secondo tre fonti anonime.
Le stesse fonti dicono che Riyadh ha inoltre una quantità minore di greggio immagazzinata in Egitto.
L'attacco di giovedì mattina al gasdotto East-West ha complicato la possibilità di aggirare lo Stretto di Hormuz per le esportazioni.
Il gasdotto è stato sospeso il giorno dopo «per precauzione»; quella rotta resta l'unica grande alternativa all'Hormuz.
Le forze israeliane hanno ampliato le operazioni militari nelle province meridionali siriane di Damasco rurale, Quneitra e Deraa. Un pattugliamento di quattro veicoli è penetrato nelle fattorie di al-Amal nel nord della campagna di Quneitra, ha appiccato incendi e poi si è ritirato. Le forze israeliane hanno inoltre sparato sette colpi di artiglieria ai margini di Beit Jin nella campagna occidentale di Damasco, poi sono entrate all'ingresso meridionale della città, hanno istituito un posto di blocco e perquisito alcuni agricoltori. Gli attacchi arrivano mentre proseguono i negoziati sulla sicurezza mediati dagli Stati Uniti tra Damasco e Tel Aviv.
Shehbaz Sharif ha chiamato il principe ereditario Mohammed bin Salman condannando gli attacchi degli Houthi e offrendo sostegno all'Arabia Saudita, riferisce la Saudi Press Agency. Durante la conversazione hanno discusso gli ultimi sviluppi e gli sforzi diplomatici per de‑escalare le tensioni in Medio Oriente. L'intesa militare nota come Patto della Mecca tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia ha sollevato interrogativi su un possibile intervento degli alleati sauditi contro gli Houthi.
Il ministro degli Esteri Hossein Araghchi ha detto in un'intervista ad Al-Araby Al-Jadeed che «la questione dello Yemen non ha soluzione militare».
Ha aggiunto che il futuro dello Yemen deve essere deciso dagli yemeniti attraverso il dialogo e un processo politico inclusivo.
Araghchi ha inoltre affermato che l'incontro di lunedì con i Paesi del Golfo «non è convocato per esaminare il caso dello Yemen», ma resta importante per le condizioni attuali della regione.
Trump dice che non gli importa se i Paesi del Golfo incontrano l'Iran per discutere dello Stretto di Hormuz. Ha parlato ai giornalisti nel suo resort di golf a Doonbeg, in Irlanda, e ha aggiunto che «dipende da loro» se tenere colloqui con alti funzionari iraniani. Il presidente ha ribadito che l'Iran «vuole concludere un accordo così tanto» e ha previsto che la guerra finirà prima o subito dopo le elezioni di midterm del 3 novembre.
Le Forze della Resistenza Nazionale riferiscono che oltre 500 soldati yemeniti sono stati uccisi e circa 1.500 sono rimasti feriti negli scontri con gli Houthi.
I numeri riguardano i combattimenti lungo la costa occidentale tra il 9 agosto e il 10 settembre.
La Resistenza Nazionale afferma che le perdite degli Houthi sarebbero state molto più elevate.
Un guasto alla pipeline est-ovest dell'Arabia Saudita potrebbe togliere fino al 4% dell'offerta petrolifera mondiale, riferisce Reuters. Acquirenti e trader avvertono che le scorte destinate all'export potrebbero esaurirsi se le pompe non ripartono entro pochi giorni. La condotta è stata chiusa dopo un attacco con droni lanciati da territorio iracheno e non è ancora chiaro quanto tempo servirà per le riparazioni.
Il presidente Masoud Pezeshkian dice di aver avuto «una buona conversazione» con il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ai margini del vertice BRICS. «È stato concordato di mettere da parte il passato e costruire un buon futuro», ha detto Pezeshkian, riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim.
Il ministro degli Esteri turco Mevlüt Fidan dice a Damasco che la Siria può svolgere un ruolo vitale nell'energia regionale dopo gli sviluppi nello Stretto di Hormuz. Fidan aggiunge che la Siria collega il Golfo alla Turchia via Giordania, Arabia Saudita e Iraq e chiede infrastrutture pratiche «ferrovie, autostrade e oleodotti».
Secondo il New York Times, all'inizio di luglio un gruppo di «falchi» nelle forze armate iraniane lanciò attacchi contro navi nello stretto di Hormuz senza il consenso dei vertici, incluso il comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Il giornale cita funzionari anonimi che riferiscono che il presidente Masoud Pezeshkian rimase sorpreso e chiamò «furiosamente» il generale Ahmad Vahidi, il quale negò di aver autorizzato o saputo preventivamente degli attacchi. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non sarebbe stato informato e l'episodio avrebbe provocato forti dissidi tra i leader iraniani.
Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco, parla a Damasco con il collega siriano Asaad al-Shaibani e avverte che l'economia mondiale è entrata in crisi per la chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto durante una conferenza stampa dedicata all'impatto economico della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi dice che l'incontro sullo Stretto di Hormuz in Oman può essere l'inizio di consultazioni continuative tra Teheran e diversi Paesi del Golfo. Araghchi aggiunge che, se vi sarà volontà politica, quei colloqui potranno estendersi ad altri temi di interesse regionale. Pur essendo l'agenda limitata allo Stretto, il ministro afferma che un maggior coordinamento regionale ridurrà lo spazio per «interventi e disposizioni imposte dall'esterno».
La procura di Teheran ha presentato accuse penali contro i membri del podcast Baziya, riferisce l'emittente statale IRIB. Le imputazioni riguardano commenti ritenuti «non veritieri» sulla crisi della valuta iraniana e colpiscono «membri della troupe e ospiti», precisa IRIB. Il podcast è condotto da Ali Ziya, ex volto della televisione di Stato, e conta quasi 300.000 iscritti su YouTube.
Le forze israeliane stanno bombardando a intermittenza la foresta Ali al-Taher alla periferia di Nabatieh, riferisce la Lebanese National News Agency. La cresta di Ali al-Taher, a circa 15 km dal confine con Israele, è diventata una delle aree più contese nel conflitto tra Israele e Hezbollah.
Sultan al-Arada afferma che le forze governative sono crollate a Mocha e in altre località della costa occidentale.
Al-Arada, governatore di Marib, definisce la situazione «dolorosa e deplorevole» e dice che i combattenti governativi «si stanno riorganizzando e torneranno in battaglia».
La Resistenza Nazionale, guidata da Tariq Saleh, promette di continuare a combattere e dichiara «lotteremo finché lo Yemen non sarà liberato dai proxy dell'Iran».
La rapida avanzata degli Houthi rappresenta una pesante battuta d'arresto per il governo riconosciuto a livello internazionale e per l'Arabia Saudita.
Il governatorato di Gerusalemme riferisce che quasi 500 coloni israeliani hanno fatto irruzione nella moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme Est occupata durante la mattina. I coloni hanno svolto preghiere e rituali non consentiti ai non musulmani mentre le forze israeliane stringevano i controlli attorno alla moschea e alla Città Vecchia. Il governatorato esprime preoccupazione per un presunto silenzio mediatico che potrebbe favorire l'imposizione di nuove realtà sul luogo.
Narendra Modi avverte che l'aumento delle tensioni geopolitiche sta danneggiando sempre più la vita della popolazione mondiale. Il premier ha parlato al fianco dei leader BRICS, tra cui Xi Jinping, Vladimir Putin e Masoud Pezeshkian. Il gruppo in una dichiarazione congiunta ha espresso preoccupazione per l'escalation in Medio Oriente e in Sudan e ha chiesto che le controversie siano risolte con il dialogo e la diplomazia.
Araghchi afferma che l'accordo con l'Oman non comporterà la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri iraniano dice che Teheran «fornirà ai Paesi partecipanti i dettagli dell'accordo e le mappe» durante l'incontro con gli Stati del Golfo a Muscat previsto per domani. Araghchi aggiunge che l'Iran si aspetta che gli Stati Uniti rispettino gli impegni del memorandum di intesa di giugno; intanto il Bahrain ha annunciato che non parteciperà alla riunione.
L'Ukmto riferisce che le autorità locali hanno evacuato l'equipaggio della nave colpita mentre attraversava lo Stretto di Hormuz. Dopo l'impatto è scoppiato un incendio a bordo.
L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni riferisce che oltre 2.000 persone sono fuggite in barca dallo Yemen verso Gibuti da giovedì. L'ong aggiunge che i primi arrivi sono avvenuti giovedì sera e che l'Iom sta fornendo assistenza a Obock. Gli scontri tra forze governative e Houthi, con l'offensiva che ha preso Mokha e il controllo dello stretto di Bab al-Mandeb, hanno causato centinaia di morti e lo sfollamento di decine di migliaia di persone.
Dmitri Peskov, portavoce della presidenza russa, dice che l'escalation in Yemen comporta gravi conseguenze per l'economia globale. A Nuova Delhi, dopo il vertice del gruppo Brics, ha avvertito: «Le conseguenze per l'economia mondiale sono molto difficili da calcolare».
Houthi lanciano un'offensiva contro l'accesso orientale di Taiz e ingaggiano violenti scontri con le forze governative. Il ministero della Salute ordina il massimo livello di preparazione degli ospedali, il rafforzamento delle banche del sangue e l'accantonamento di scorte per le emergenze. Più a est oltre 20 raid colpiscono postazioni e piattaforme di lancio nei distretti di Al Zahir e Mukayras, mentre media legati ad Ansar Allah segnalano un bombardamento a Baqim; non è chiara la nazionalità dei velivoli né il bilancio delle vittime.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che numerosi generatori negli ospedali della Striscia sono fuori servizio per la carenza di pezzi di ricambio e di carburante. Afferma che i generatori si sono fermati nei giorni scorsi e che le esigue quantità di carburante autorizzate da Israele coprono solo le esigenze d'emergenza.
Quasi 250 coloni israeliani sono entrati nel complesso della moschea di Al‑Aqsa a Gerusalemme est occupata, dove hanno pregato e svolto rituali sotto la protezione di soldati israeliani, riferisce Wafa. Non musulmani possono visitare il complesso, ma le preghiere sono vietate dall’accordo sullo status quo del 1967. Il sito, terzo luogo santo dell’islam, è spesso teatro di provocazioni legate alle visite del ministro Itamar Ben‑Gvir, che ha guidato incursioni ripetute dal 2022.
Le forze israeliane hanno effettuato nuovi raid vicino alla collina di al‑Dabsha, nel sud del Libano, riferisce la National News Agency (NNA). L'agenzia libanese precisa che l'area alla periferia del distretto di Nabatieh è stata colpita due volte in meno di 30 minuti.
L'Arabia Saudita lancia 129 raid aerei contro avanzate militari degli Houthi, con concentrazione nelle aree intorno a Marib. I raid colpiscono zone recentemente conquistate dagli Ansar Allah, incluse posizioni nel nord e nei pressi del porto di Mocha e dello stretto di Bab al-Mandeb. Non si registrano scontri frontali né la presenza di forze governative nelle aree colpite, che vengono quindi attaccate principalmente dall'aviazione saudita.
Il governatore di Qeshm Hossein Amir Teymouri riferisce che i feriti sono saliti a quattro. L'attacco ha colpito una nave commerciale iraniana vicino alle isole Hengam e Qeshm nello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia ISNA. L'episodio aveva già causato un morto.
Le azioni saudite perdono terreno dopo l'attacco con droni al gasdotto East‑West. L'indice Tadawul All Share (TASI) cala dell'1% in apertura, trascinato da Al Rajhi Bank che scende dello 0,8% e da Saudi Arabian Mining Company che perde il 2,4%. Saudi Aramco registra una flessione dell'1,1% e Rabigh Refining and Petrochemical cede il 7,3%, risultando il titolo peggiore della seduta, riferisce Reuters.
L'esercito israeliano ha fatto irruzione a Betlemme all'alba e ha arrestato due minori, di 14 e 15 anni, riferisce Wafa. In una separata operazione le forze israeliane hanno perquisito quattro località a est di Betlemme senza eseguire arresti. L'ONU denuncia un aumento degli episodi violenti dei coloni e afferma che i giovani palestinesi vengono detenuti senza accesso a un avvocato né informati i genitori, una situazione che può configurare una scomparsa forzata.
UKMTO riferisce che un incendio è divampato a bordo della nave precedentemente segnalata come colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Le autorità locali sono intervenute sul posto e stanno evacuando i membri dell'equipaggio, secondo l'agenzia. UKMTO aveva indicato che il primo avviso dello strike era arrivato alle 23:00 UTC del 12 settembre; non sono immediatamente noti lo stato dell'equipaggio né l'entità dei danni.
Le forze di riserva yemenite Homeland Shield Forces dicono di aver abbattuto cinque droni Houthi nell'area di al-Aghbara, riferisce Anadolu. Il sito September Net, vicino all'esercito del governo yemenita riconosciuto, riferisce inoltre che forze aeree governative hanno effettuato una serie di raid contro obiettivi Houthi con distruzione di mezzi e perdite tra i combattenti, senza però indicare il numero delle vittime.
Negli ultimi due giorni jet sauditi hanno bombardato posizioni Houthi nel nord, nel centro e nel sud dello Yemen, colpendo obiettivi vicino a Taiz e nell'area di Mocha. Le forze governative non sono riuscite a riconquistare Mocha e si segnalano scontri nelle periferie di Madhab, a nord-est di Sanaa.
L'ambasciatore di Gibuti in Arabia Saudita riferisce che circa 1.400 persone dal Yemen hanno cercato rifugio nel Paese nelle ultime 24 ore. «Gibuti è rimasto un rifugio sicuro per i fratelli dei Paesi vicini nonostante gli oneri crescenti», ha detto l'ambasciatore. Gli Houthi hanno occupato la città portuale di Mocha giovedì e hanno preso il controllo della costa e delle isole attorno allo Stretto di Bab al-Mandeb, costringendo decine di migliaia di yemeniti a fuggire.
Iraqi News Agency riferisce che l'Iraq riaprirà il traffico a tre valichi con l'Iran chiusi dopo raid con droni contro l'oleodotto East-West in Arabia Saudita.
Il transito passeggeri riprenderà oggi ai valichi di al-Shib, nella provincia di Maysan, e di Shalamcheh, nella provincia di Basra.
Il traffico commerciale tornerà più tardi questa settimana, mentre il valico di Mandali, nella provincia di Diyala, riaprirà al commercio martedì.
Il governo aveva disposto la chiusura sabato dopo il ritrovamento di siti di lancio di droni sul territorio iracheno.
L'agenzia Wafa riferisce che l'esercito israeliano ha compiuto numerosi raid nella Cisgiordania occupata arrestando otto palestinesi nel governatorato di Jenin.
I soldati hanno perquisito almeno 10 città e villaggi e interrogato residenti.
Le forze hanno inoltre fatto irruzione nella città di Qalqilya e nella vicina Azzun, dove non sono stati riportati arresti.
Wafa riferisce che truppe israeliane hanno anche fatto irruzione nel campo profughi di Qalandia nella città di Ramallah.
L'Agenzia nazionale di stampa libanese riferisce che l'esercito israeliano sta colpendo con artiglieria l'area di Zawtar al-Sharqiyah. Un'esplosione a Khiam ha fatto saltare i vetri in diversi centri vicini. Israele mantiene l'offensiva nel sud del Libano dopo il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, con raid aerei e operazioni di terra. A Nabatieh al-Fawqa si svolgono i funerali per tre donne uccise in un attacco di droni israeliani.
Mohammed bin Salman ha chiamato Washington due volte in 36 ore per chiedere assistenza militare. Gli Houthi controllano gran parte dell'accesso al Mar Rosso e al Canale di Suez. Donald Trump afferma «gli Houthi ci hanno chiamato», mentre la Casa Bianca privilegia supporto di intelligence ed esclude l'invio di soldati.
Le forze di sicurezza irachene hanno sequestrato un sito di lancio droni collegato all'attacco che ha temporaneamente interrotto l'oleodotto Est-Ovest dell'Arabia Saudita. Il tenente generale Saad Maan, capo della Security Media Cell, ha detto che una task force di intelligence e sicurezza ha rintracciato e confiscato l'attrezzatura di lancio e che Baghdad mantiene contatti diretti con le autorità saudite per lo scambio di informazioni. «L'Iraq adotta il principio di 'sovranità preventiva'», ha aggiunto Saad Maan.
Abbas Goudarzi, portavoce della presidenza del parlamento iraniano, ha detto che lasciare il Trattato di non proliferazione nucleare e rivedere la dottrina nucleare sono «opzioni pienamente realizzabili». Ha aggiunto che tali misure metterebbero «l'America e i suoi seguaci al loro posto», ha riferito l'agenzia Fars.
Una nave commerciale è stata colpita nello Stretto di Hormuz, causando un morto e tre feriti. L'emittente statale IRIB, citando il governatore di Qeshm Amir Teymouri, ha definito l'attacco «opera del nemico terrorista statunitense». È l'ultimo episodio mortale nel passaggio strategico, mentre Stati Uniti e Iran si scambiano attacchi contro navi mercantili.
Il film NAZA, che documenta l'uso di sistemi basati sull'intelligenza artificiale da parte di Israele contro i palestinesi a Gaza, riceve una ovazione in piedi di 25 minuti alla prima al Festival del Cinema di Venezia. Il lungometraggio di 80 minuti è diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, vincitori dell'Oscar 2025 per No Other Land, realizzato con i palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal. Il film è il frutto di un'indagine durata quasi tre anni e si basa su testimonianze di militari e agenti dei servizi israeliani registrate con volti e voci alterati per motivi di anonimato.
Un mercantile iraniano è stato colpito vicino all'isola di Hengam e alla costa Shib Deraz di Qeshm, causando un morto e tre feriti, riferisce il broadcaster statale IRIB. L'Ukmto segnala che una nave è stata raggiunta da un proiettile sconosciuto mentre transitava nello Stretto di Hormuz; condizioni dell'equipaggio e danni non sono chiari. Un portavoce houthi afferma che l'Arabia Saudita ha lanciato «129 raid aerei» nelle ultime 48 ore e che il gruppo ha colpito una base militare nel sud dell'Arabia Saudita con missili balistici e droni. Media iraniani riferiscono che Iran e Oman hanno concordato una base per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma la riapertura non è immediata e il transito dipenderà dalla conformità degli Stati Uniti alle condizioni di Teheran.
Un alto comandante della Marina della Guardia rivoluzionaria iraniana avverte le navi statunitensi di non avvicinarsi allo stretto di Hormuz, dice l'agenzia Fars. «Se lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo americano, allora provateci: portate una delle vostre navi entro 100 km», ha detto il vicedirettore politico della Marina dell'IRGC, aggiungendo che forze iraniane risponderebbero a qualsiasi avvicinamento.
Un attacco ha colpito una nave commerciale iraniana vicino all'isola di Hengam e alla costa di Shib Deraz, sull'isola di Qeshm, provocando un morto e tre feriti, ha detto il governatore di Qeshm, Hossein Amir Teymouri, riferendosi all'emittente di Stato IRIB. Amir Teymouri ha fornito i numeri delle vittime senza aggiungere altri dettagli sull'autore dell'attacco.
Gli Houthi intensificano attacchi missilistici e con droni contro obiettivi civili ed economici in Arabia Saudita. Tali attacchi hanno colpito Abha, Khamis Mushait, Jizan e Najran, provocando decine di feriti e incendi con interruzioni temporanee in impianti energetici. I ribelli yemeniti minacciano inoltre il traffico marittimo attraverso il Mar Rosso e Bab al-Mandeb mentre i combattimenti aumentano all'interno dello Yemen e lungo la costa occidentale.
L'UKMTO riferisce che una nave è stata colpita mentre attraversava lo Stretto di Hormuz. L'agenzia britannica afferma che sono sconosciute le condizioni dell'equipaggio, la valutazione dei danni alla nave e l'eventuale impatto ambientale.
Gli Houthi, allineati all'Iran, affermano di aver colpito una base militare a Sharurah, nel sud dell'Arabia Saudita, con missili balistici e droni, scrive il portavoce Yahya Saree su X. Saree ha detto che l'attacco ha colpito «depositi di armi e centri di comando e controllo» e ha avvertito che nuove azioni militari saudite potrebbero provocare risposte più ampie e intense.
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) riferisce che almeno 76.000 persone sono state sfollate in Yemen da luglio. L'agenzia Onu avverte che il dato è quadruplicato nell'ultima settimana con scontri tra forze governative e ribelli Houthi, e segnala spostamenti soprattutto sulla costa occidentale e nell'area di Taiz. IOM aggiunge che intere famiglie si muovono spesso di notte e che molte non hanno un luogo sicuro dove andare.
L'Agenzia nazionale libanese riferisce che una forte esplosione attribuita alle forze israeliane a Khiam ha frantumato vetri in diverse località vicine. L'episodio avviene mentre Israele prosegue operazioni aeree e terrestri nel sud del Libano, nonostante un cessate il fuoco negoziato dagli Stati Uniti.
I BRICS concordano di cooperare per tutelare le forniture energetiche globali e mantenere la regolarità dei commerci e delle catene di approvvigionamento, ha detto Sudhakar Dalela, segretario per le relazioni economiche del ministero degli Esteri indiano. Il vertice si è tenuto a Nuova Delhi mentre il prezzo del petrolio ha superato brevemente 108 dollari al barile per timori di possibili interruzioni nelle rotte marittime e colli di bottiglia nell'offerta.
L'agenzia semi-ufficiale Tasnim cita una fonte iraniana vicina alla squadra negoziale: l'intesa stabilisce le basi per una futura riapertura dello Stretto di Hormuz ma non ne prevede l'immediata riapertura. La fonte precisa che la riapertura dipende dal pieno rispetto delle condizioni imposte da Teheran e che il transito, una volta avviato, seguirà i protocolli iraniani; il passaggio meridionale resterà chiuso.
Al-Arada, membro del Consiglio Presidenziale e governatore di Marib, dice che le forze governative che si sono ritirate dalla costa occidentale si stanno riorganizzando a Marib e torneranno in battaglia. In un'intervista a Saba TV ha definito la ritirata «dolorosa e sfortunata» e ha accusato gli Houthi di aver bloccato il processo di pace. Al-Arada afferma che l'obiettivo rimane il ristabilimento del controllo su Sanaa e altri fronti.
Il ministro dell'Economia e delle Finanze Ilyas Moussa Dawaleh riferisce che circa 1.400 persone sono arrivate a Gibuti provenienti dallo Yemen in sole 24 ore a causa dei combattimenti tra forze governative e gli Houthi, alleati dell'Iran. Le Nazioni Unite indicano che almeno 76.000 persone sono state sfollate in Yemen da luglio, con il numero quadruplicato nell'ultima settimana.
UKMTO riferisce che una nave è stata colpita da un proiettile mentre transitava nello Stretto di Hormuz, con l'incidente segnalato alle 23:00 UTC del 12 settembre. L'agenzia precisa che lo stato dell'equipaggio, l'entità dei danni e l'impatto ambientale non sono ancora noti e invita le imbarcazioni a transitare con cautela e a segnalare attività sospette.
Yahya Saree, portavoce delle forze Houthi, su X afferma che il gruppo ha preso di mira depositi di armi e sale comando nella base militare della regione di Sharurah in Arabia Saudita. Saree aggiunge che l'operazione è stata eseguita con numerosi missili balistici e droni e avverte che seguiranno operazioni «più intense e più grandi» nel territorio saudita.
Gli Houthi avanzano lungo la costa yemenita del Mar Rosso e hanno provocato oltre 100.000 sfollati dall'inizio di luglio, riferisce l'Associated Press. L'Associated Press aggiunge che gli Houthi sono sostenuti dall'Iran, mentre l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni registra almeno 76.000 sfollati da luglio, un aumento di 30.000 in pochi giorni. Le Nazioni Unite avvertono del rischio di un devastante ritorno alla guerra e di una grave crisi umanitaria.
Il presidente Masoud Pezeshkian accusa gli Stati Uniti di prendere di mira infrastrutture civili e di privare gli iraniani dei beni di prima necessità. Su X Pezeshkian sostiene che Washington nega alla popolazione accesso ad acqua, cibo e medicine e aggiunge che «L'Iran non si arrenderà».
L'Iran ha comunicato alla parte americana sette condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia Tasnim. Tasnim cita una fonte secondo cui le condizioni devono essere «approvate dalle più alte autorità della Repubblica Islamica» e finché non saranno soddisfatte lo Stretto rimarrà chiuso. La fonte ha aggiunto che l'accordo tra Iran e Oman non implica l'apertura dello Stretto.
Gli Houthi smentiscono l'affermazione di Donald Trump secondo cui il gruppo avrebbe chiesto a Washington di non intervenire nello Yemen. Hazem al‑Assad, membro dell'ufficio politico di Ansarullah, su X definisce l'affermazione «infondata e falsa» e afferma che nessun funzionario di Sana'a ha contattato la Casa Bianca. «Narrazioni prive di fondamento», ha aggiunto al‑Assad nel post ripreso da PressTV.
Il buro politico degli Houthi accusa Israele di proseguire assassinii e violazioni del cessate il fuoco a Gaza con il sostegno diretto degli Stati Uniti e la copertura di paesi del cosiddetto Board of Peace. Il movimento ha espresso condoglianze per la morte di Mohammed Abdulsalam al-Yazouri, descritto come comandante della brigata di Khan Younis e membro del consiglio militare delle Brigate Qassam, e ha chiesto sostegno continuo ai gruppi armati palestinesi e opposizione alle presunte violazioni contro i luoghi sacri musulmani, in particolare la moschea di Al-Aqsa.
Il Direttorato della Difesa Civile saudita riferisce che un proiettile lanciato dagli Houthi ha ferito due persone nella provincia di al-Tuwal, nella regione di Jazan. Il direttorato aggiunge che l'attacco ha causato danni materiali a una moschea, a diversi edifici e a veicoli, e definisce l'episodio «un lancio di proiettile da parte della milizia Houthi terrorista».
I ribelli Houthi hanno preso il controllo del porto di Mocha e ora minacciano il passaggio marittimo nel Bab al-Mandeb. Gli attacchi hanno colpito diverse città saudite, provocando circa 70 feriti, tra cui donne e bambini. Le offensive contro infrastrutture civili ed energetiche sollevano la questione dell'operatività del Patto di Mecca tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. I ministri degli Esteri di Turchia, Pakistan e Arabia Saudita si sono già riuniti nel primo comitato dell'accordo a Istanbul il 31 agosto 2026.
Arabia Saudita e Houthi si scambiano attacchi lungo la costa del Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb. L'Arabia Saudita ha sospeso per precauzione le operazioni sull'oleodotto East-West dopo un attacco con droni lanciato dall'Iraq. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha respinto la pressione degli Stati Uniti e incontrerà rappresentanti del Golfo a Oman per discutere sicurezza e navigazione nello Stretto di Hormuz. Gli sviluppi includono anche contatti diplomatici tra Pezeshkian e lo sceicco Khaled bin Mohamed Al Nahyan ad Abu Dhabi sullo sfondo delle tensioni.
