Il governo punta a rafforzare la produzione nazionale di petrolio e gas per ridurre il ricorso alle importazioni e contenere i costi dell’energia. È questo uno degli obiettivi del decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che introduce nuove misure per accelerare le procedure legate alle attività energetiche sul territorio italiano.
Commissari per accelerare le concessioni
A illustrare il provvedimento è stata la premier Giorgia Meloni, che in un video pubblicato sui social ha spiegato che il decreto contiene “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche”.
Secondo Meloni, il provvedimento consentirà allo Stato di nominare commissari incaricati di affiancare le Regioni, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per il rilascio di permessi e concessioni relativi alla ricerca, all’esplorazione e all’estrazione di idrocarburi.
La presidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di intervenire sui tempi delle procedure: “L’Italia non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione”.
Meloni: “Produrre qui l’energia che oggi compriamo all’estero”
Per Meloni, l’aumento della produzione interna risponde anche alla necessità di diminuire la dipendenza energetica dall’estero. “Vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia”, ha dichiarato la premier.
L’obiettivo, ha spiegato, è quindi sfruttare maggiormente le risorse presenti sul territorio nazionale, intervenendo contemporaneamente sulle procedure che oggi possono rallentare l’avvio delle attività di ricerca ed estrazione.
I vantaggi indicati dal governo
Nel suo intervento Meloni ha elencato anche le ricadute che, secondo il governo, potrebbero derivare dall’incremento della produzione nazionale. “Aumentare la produzione nazionale” di petrolio e gas, ha affermato, significa ridurre la dipendenza dall’estero e pagare meno, contribuendo a garantire costi più bassi per famiglie e imprese.
La premier ha collegato la misura anche alla sicurezza energetica nazionale e alle ricadute economiche sui territori. Una maggiore produzione, ha sostenuto, permetterebbe infatti di “difendere la sicurezza energetica della nazione”, oltre a generare maggiori royalty, benefici economici e occupazionali per le aree interessate dalle attività.
La risposta di Meloni alle proteste: “Andremo avanti fino in fondo”
Il provvedimento è destinato però a suscitare opposizioni da parte di chi contesta un maggiore ricorso alle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi. Meloni ha già replicato alle critiche nel video diffuso dopo il Consiglio dei ministri.
“Ai professionisti del No, che già ovviamente annunciano barricate, voglio dire una cosa abbastanza semplice: andremo avanti fino in fondo”, ha affermato la premier.
Meloni ha quindi presentato la scelta del governo come una questione legata all’interesse nazionale: “Questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale italiano”, ha concluso.
