Il maltempo che sta colpendo Milano negli ultimi giorni ha fermato anche uno dei più importanti processi contro la criminalità organizzata in Lombardia. Nelle scorse ore è infatti crollato parte del controsoffitto dell’aula bunker di piazza Filangieri, di fronte al carcere di San Vittore, dove giovedì 10 settembre era prevista una nuova udienza del processo Hydra, nato dall’inchiesta sulla presunta alleanza tra esponenti di Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra attivi in Lombardia.
Quando giudici, pubblici ministeri e avvocati sono arrivati davanti alla struttura hanno trovato l’ingresso chiuso e un cartello che impediva l’accesso. All’interno dell’aula erano caduti diversi pannelli del controsoffitto, mentre sul pavimento erano presenti calcinacci. A provocare il cedimento sarebbe stata la pioggia intensa caduta sulla città.
Processo Hydra, l’aula bunker dichiarata inagibile
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che dopo le verifiche hanno constatato l’inagibilità dell’aula bunker. Non è stato quindi possibile svolgere l’udienza prevista per la mattinata, durante la quale avrebbe dovuto essere ascoltato un collaboratore di giustizia. Il processo riprenderà il 16 settembre, ma in una nuova sede: la maxi aula della Corte d’assise d’appello all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano.
L’ultima udienza si era tenuta venerdì 4 settembre e aveva visto proseguire e concludersi l’esame di William Alfonso Cerbo, collaboratore di giustizia già condannato in rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta Hydra. Al termine della giornata la presidente del collegio, Maria Luisa Balzarotti, aveva rinviato il processo proprio al 10 settembre.
La deposizione attesa per il 10 settembre
Il 10 settembre 2026 sarebbe invece dovuto comparire davanti ai giudici Francesco Bellusci, 38 anni, originario di Cuggiono e considerato dagli inquirenti un esponente della locale di ’ndrangheta di Lonate Pozzolo. Bellusci, anche lui diventato collaboratore di giustizia e già condannato a 4 anni e 6 mesi in rito abbreviato, avrebbe dovuto essere ascoltato sulle dinamiche del presunto consorzio mafioso lombardo.
La sua deposizione era particolarmente attesa anche perché, durante l’udienza del 4 settembre, i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane avevano depositato due suoi recenti interrogatori. In uno di questi, reso il 2 settembre, Bellusci avrebbe parlato anche dei presunti rapporti tra esponenti della criminalità organizzata e un consigliere comunale di maggioranza di Buscate, che al momento non risulta indagato. Si tratta di dichiarazioni ancora da verificare nel corso del procedimento.
L’udienza saltata per il crollo del controsoffitto è stata quindi rinviata al 16 settembre, quando il processo riprenderà nella maxi aula della Corte d’assise d’appello del Palazzo di Giustizia di Milano.
