“Il sindacato unitario dei metalmeccanici, con la condivisione delle confederazioni, ha avanzato da tempo una proposta molto precisa, che chiede che ci sia anche una presenza, un intervento pubblico, nella società che dovrà dare un futuro. E chiede che ci siano investimenti per continuare a produrre acciaio, superando gli altoforni, ma continuando a produrre acciaio nel nostro Paese. E questo per noi è un punto fondamentale, perché il modo per impedire che ci siano licenziamenti è impedire, in realtà, che ci sia una situazione drammatica che porta a un indebolimento complessivo di quei lavoratori. Stiamo parlando di almeno 20.000 lavoratori in tutta Italia, ma stiamo parlando di un’attività strategica per un Paese che vuole essere industriale. E stiamo parlando anche della necessità che nel nostro Paese ci sia una politica industriale pubblica e ci siano degli investimenti capaci di tutelare e di qualificare il lavoro. Queste sono le rivendicazioni che abbiamo avanzato da tempo. Continuiamo a pensare che non c’è più tempo da perdere e non siamo naturalmente disponibili ad accettare soluzioni che vanno nella direzione di un ridimensionamento e, di fatto, di una chiusura di quelle attività.” Lo ha dichiarato il segretario generale della CGIL a margine dell’incontro con le lavoratrici e i lavoratori di Atac in vista delle elezioni RSU.