Il sostegno all’Ucraina resta fermo, ma l’obiettivo deve essere quello di arrivare a risultati concreti attraverso la via diplomatica. È il messaggio emerso dal colloquio al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente dell’Estonia Alar Karis, ricevuto a Roma lunedì 7 settembre.
Al centro dell’incontro non soltanto la guerra tra Russia e Ucraina, ma alcuni dei principali dossier che impegnano in questa fase l’Unione europea: integrazione europea, difesa comune, conflitto a Gaza, rapporti con Israele e migrazioni.
Mattarella e Karis confermano il sostegno all’Ucraina
Sul dossier ucraino, Mattarella e Karis hanno ribadito la posizione di sostegno a Kiev, mentre proseguono gli sforzi diplomatici per individuare una possibile soluzione al conflitto. Il capo dello Stato italiano ha espresso “l’auspicio che i negoziati in corso portino a risultati”.
Una posizione che tiene insieme due elementi più volte richiamati dall’Italia e dai partner europei: il sostegno all’Ucraina e la ricerca di un percorso negoziale capace di condurre a una pace duratura.
Il confronto con l’Estonia assume un significato particolare anche per la posizione geografica e politica di Tallinn. Il Paese baltico, membro dell’Unione europea e della Nato e confinante con la Russia, è tra gli Stati europei che hanno mantenuto una delle linee più nette sul sostegno a Kiev e sulla necessità di rafforzare la sicurezza del continente.
Difesa comune e integrazione europea
Nel colloquio al Quirinale è stato affrontato anche il tema della difesa comune europea, diventato sempre più centrale nel dibattito sulla capacità dell’Ue di garantire autonomamente la propria sicurezza.
Mattarella e Karis hanno discusso inoltre del percorso di integrazione europea, in una fase in cui Bruxelles è chiamata a confrontarsi contemporaneamente con la guerra alle proprie frontiere orientali, le tensioni in Medio Oriente e la gestione dei flussi migratori.
Tra i dossier internazionali affrontati figurano infatti anche Gaza e Israele. L’incontro tra i due presidenti ha così offerto l’occasione per fare il punto sulle principali crisi geopolitiche e sulle sfide che riguardano direttamente la sicurezza europea, confermando la sintonia tra Roma e Tallinn sulla necessità di mantenere forte il coordinamento all’interno dell’Unione.
