Il laboratorio MINE del San Raffaele ha impiantato uno stimolatore midollare commerciale in quattro pazienti con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa. Dopo mesi di riabilitazione intensiva, questi pazienti sono riusciti a stare in piedi e a camminare con l’ausilio di un deambulatore. Il lavoro, realizzato insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è stato pubblicato su Med (Cell Press). Di fatto, si tratta di un impianto già disponibile sul mercato, usato con una programmazione mirata e un protocollo di training prolungato.
San Raffaele: neurostimolazione e lesione spinale per il busto in estensione
In pratica, la tecnica sfrutta una neurostimolazione midollare regolata in tempo reale: modulando l’intensità percepita dal midollo cambia la risposta degli arti inferiori, dall’estensione del ginocchio necessaria a sostenere il peso alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia che permette l’avanzamento del passo. Il passaggio è innescato da un gesto minimo e volontario del tronco: un’estensione del busto di circa 9 gradi, che funziona come comando naturale dell’interfaccia.
Con queste impostazioni, i partecipanti hanno mantenuto la stazione eretta e hanno progredito nella marcia. Il supporto del deambulatore resta necessario. Inoltre, durante le prove alcuni hanno coperto oltre 130 metri senza interruzioni; altri hanno affrontato pendenze e superfici irregolari nel corso delle sessioni.
Resta un punto fermo: nessuno ha recuperato la contrazione volontaria dei muscoli delle gambe. Da qui la lettura dei risultati proposta dagli autori: il movimento residuo del tronco, la biomeccanica e la stimolazione del midollo spinale interagiscono per generare il passo, senza trasformare la lesione in una guarigione. È un avanzamento funzionale misurabile, ottenuto senza recupero motorio volontario.
