Il Cremlino respinge le accuse arrivate dalla Spagna sul presunto coinvolgimento russo nella crisi migratoria esplosa a Ceuta alla fine di luglio. Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo, ha negato qualsiasi intervento di Mosca nella vicenda, rispondendo alle dichiarazioni del premier spagnolo Pedro Sanchez.
Il Cremlino nega il coinvolgimento della Russia
Interpellato dalla testata russa Rbc sulla possibilità che le autorità di Mosca siano state coinvolte nella crisi, Peskov ha risposto in modo categorico: “No, non ne hanno avuto alcuno”. Il portavoce del Cremlino ha quindi escluso qualsiasi responsabilità russa nell’afflusso massiccio di migranti verso Ceuta.
La presa di posizione arriva dopo le accuse formulate da Sanchez, che aveva indicato proprio alcune reti legate alla Russia e a Israele come responsabili della diffusione di informazioni false che avrebbero contribuito ad alimentare gli arrivi nell’enclave spagnola.
Sanchez: “False notizie diffuse da reti russe e israeliane”
In un’intervista all’emittente Cadena Ser, il presidente del governo spagnolo aveva sostenuto che “reti russe e israeliane” avessero diffuso una falsa ricostruzione relativa alle possibilità di ingresso a Ceuta. Secondo Sanchez, attraverso i social sarebbe stata fatta circolare l’idea che chi fosse riuscito a raggiungere la città autonoma a nuoto non potesse essere respinto alla frontiera.
Il premier ha collegato questa versione dei fatti a una sentenza della Corte Suprema spagnola dell’8 luglio, che sarebbe stata interpretata e diffusa in modo distorto. La disinformazione, ha affermato Sanchez, sarebbe stata veicolata anche attraverso organizzazioni criminali.
L’accusa contro l'”internazionale dell’ultradestra”
Sanchez ha inserito la vicenda in un quadro più ampio, accusando quella che ha definito un'”internazionale dell’ultradestra” di sfruttare il tema dell’immigrazione per colpire la Spagna e, più in generale, alimentare divisioni all’interno dell’Europa.
Il premier ha comunque precisato che l’indagine sulle cause della crisi migratoria è ancora in corso. Allo stesso tempo ha escluso categoricamente un coinvolgimento delle autorità marocchine nell’ondata di arrivi che ha interessato Ceuta alla fine di luglio.
