La gestione della crisi migratoria esplosa a Ceuta alla fine di luglio ha provocato un nuovo scontro diplomatico tra Spagna e Italia. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha infatti contestato la decisione di Roma di sospendere Schengen e introdurre controlli sui viaggiatori in arrivo dalla Spagna, definendola una misura priva di giustificazione.
Albares: “Lo spazio Schengen era garantito”
Durante un’audizione al Congresso dedicata alla gestione dell’emergenza migratoria a Ceuta e Melilla, Albares ha sostenuto che il governo italiano fosse consapevole del particolare sistema di controllo in vigore nelle due exclavi spagnole in Nord Africa. Secondo il ministro, proprio il cosiddetto doppio filtro avrebbe garantito il pieno rispetto delle regole dello spazio Schengen.
Per questo motivo, la scelta di Roma di introdurre le nuove misure è stata giudicata “arbitraria”. Albares ha ricordato che Ceuta e Melilla fanno parte del territorio Schengen, pur disponendo di un regime specifico che non ha equivalenti nel resto d’Europa.
I controlli alle frontiere di Ceuta e Melilla
Il ministro degli Esteri spagnolo ha spiegato che nelle due città autonome esistono controlli sia in ingresso sia in uscita, effettuati attraverso i collegamenti marittimi e aerei. Chi lascia Ceuta o Melilla diretto verso la penisola, ha sottolineato Albares, deve quindi essere identificato preventivamente dalla polizia nazionale.
Anche le compagnie che gestiscono i trasporti via mare e via aerea sono obbligate a verificare l’identità dei passeggeri. Secondo Madrid, questo sistema rendeva dunque già garantita la sicurezza dello spazio Schengen e non avrebbe reso necessario il provvedimento adottato dall’Italia.
La critica alla mancanza di solidarietà europea
Nel corso dell’audizione Albares ha inoltre puntato il dito contro quella che considera una scarsa solidarietà da parte di alcuni Stati europei, indicando però soprattutto l’Italia. Il ministro ha collegato la questione all’emergenza provocata dagli arrivi in massa alla frontiera meridionale della Spagna alla fine di luglio.
“Senza solidarietà, non c’è Unione europea”, ha ribadito, sottolineando quanto la collaborazione tra gli Stati membri sia fondamentale di fronte alle crisi migratorie. Albares ha definito particolarmente sorprendente la posizione italiana anche alla luce dei numeri dell’immigrazione irregolare che interessano i due Paesi.
Albares: “L’Italia riceve il doppio degli immigrati irregolari”
Secondo il capo della diplomazia spagnola, infatti, l’Italia registra le cifre più elevate di immigrati irregolari all’interno dell’Unione europea. Albares ha ricordato che nell’ultimo anno gli arrivi registrati in Italia sono stati il doppio rispetto a quelli della Spagna.
Madrid, ha aggiunto, ha invece sempre cercato di dimostrare vicinanza nei confronti dell’Italia, considerata un Paese vicino e amico. Il ministro ha citato in particolare la crisi migratoria che nel 2023 aveva interessato Lampedusa, quando la Spagna aveva manifestato solidarietà nei confronti del governo e della popolazione italiana.
Madrid accusa Roma di una scelta politica
Per Albares, la solidarietà tra i Paesi membri rappresenta uno dei principi fondamentali sui quali si basa il progetto europeo e Madrid si sarebbe aspettata un atteggiamento analogo da parte di tutti gli Stati dell’Unione.
La Spagna, ha sostenuto il ministro, ha ricevuto invece dall’Italia una decisione presa senza consultazioni e motivata da esigenze di politica elettorale interna. Albares ha definito il provvedimento un “aggravio ingiustificato e ingiustificabile” sia nei confronti della dignità degli spagnoli sia dell’unità europea, confermando così la forte irritazione di Madrid per la gestione italiana della crisi di Ceuta.
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