Un nuovo Consiglio dei ministri si riunisce oggi pomeriggio alle 18 per decidere la proroga dello sconticino sulle accise sul diesel, pari a 17,1 centesimi, almeno fino agli inizi di settembre o comunque per coprire il prossimo weekend da bollino rosso con milioni di auto in viaggio per il rientro dalle vacanze. La misura è stata più volte temporanea e l’ultima mini-proroga scadrà a mezzanotte.
Il meccanismo delle coperture e i limiti di bilancio
La tempistica della decisione è dettata dalla mancanza di risorse: il governo attende la riattivazione del meccanismo che utilizza l’extragettito Iva, i cui conteggi definitivi saranno disponibili solo tra una decina di giorni, e nel frattempo cerca coperture alternative. Nel testo di partenza è esplicito che nei prossimi giorni l’esecutivo avrà ancora poche ore per trovare i fondi necessari senza compromettere i conti pubblici.
Da marzo a oggi, i decreti approvati per sostenere famiglie e imprese sono costati complessivamente 2,5 miliardi, con risorse reperite grazie all’extra-gettito derivante dalla vendita dei carburanti, alle sanzioni Antitrust, al fondo per gli interventi strutturali di politica economica e anche a due tagli di spesa imposti ai ministeri, con il Mef in primo piano. Il dossier delle coperture resta quindi centrale nella valutazione politica sul proseguimento delle misure di sconto.
Diesel e benzina, prezzi medi e casi limite nelle aree autostradali
I numeri più recenti disponibili delineano un quadro di prezzi ancora in ascesa. I dati pubblicati dall’Osservatorio del Mimit indicano che, sulla rete stradale, la benzina verde viaggiava a 2,015 euro al litro e il gasolio a 2,136 euro al litro; sulla rete autostradale la media sale a 2,091 euro per la benzina e 2,207 euro per il diesel.
Le medie tuttavia non raccontano i picchi: sulla A22 Brennero-Modena è segnalato un caso di “Supreme diesel” servito a A22 Brennero-Modena a 3,159 euro al litro, mentre sull’isola di Pantelleria il gasolio viene venduto a 2,799 euro al litro e sulla A21 Torino-Piacenza a 2,729 euro al litro. In alcune realtà locali si registrano livelli di prezzo significativamente inferiori: a Valle Castellana, in provincia di Ascoli, l’unica pompa è gestita dal Comune e pratica prezzi circa 20 centesimi al litro al di sotto della media.
Il tema dei rincari sulle tratte autostradali è al centro del dibattito pubblico e condiziona la valutazione politica sulle misure da adottare.
Linee politiche, misure mirate e confronto europeo
Nel confronto interno l’esecutivo valuta di concentrare gli interventi sulle fasce di reddito più deboli. I ministri delle Imprese e dell’Ambiente, Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, spingono per aiuti mirati che potrebbero essere veicolati attraverso la card “Dedicata a te“, rivolta a poco più di 1,2 milioni di famiglie con Isee fino a 15.000 euro e attualmente prevista per una una tantum di 500 euro per spese alimentari. La manovra più recente aveva escluso esplicitamente l’uso del bonus per le spese dei carburanti per timore di frodi; il governo sta ora valutando un ripensamento della scelta iniziale.
Ieri, durante un vertice in videocollegamento, il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito che la strada delle proroghe non è percorribile a tempo indeterminato e che non è sostenibile spendere circa 10 milioni di euro al giorno per un aiuto giudicato simbolico. Palazzo Chigi ha poi fatto proprie le osservazioni della Unione europea e di altri organismi internazionali, che hanno definito la misura regressiva perché favorisce chi consuma più carburante.
Accanto alle misure sociali, il governo valuta sconti mirati per tassisti, camionisti e artigiani. Le opposizioni insistono per una tassa sui profitti straordinari delle compagnie petrolifere: su quel punto l’esecutivo ha spostato il dossier a Bruxelles, firmando con Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna una lettera di richiesta. La Commissione Unione europea ha risposto che la decisione resta di competenza dei singoli Stati membri; la presidenza di turno irlandese ha fatto sapere che il vicepremier e ministro delle Finanze di Dublino “discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per portare avanti le questioni sollevate nella loro lettera”. Nessuna data e nessun impegno, per ora.
