Il Cremlino ha respinto alcune delle ipotesi emerse nelle ultime ore sul possibile futuro dell’Ucraina, ribadendo le proprie posizioni sia sullo status dei territori contesi sia sull’eventuale presenza di militari dei Paesi Nato. Mosca ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui sarebbe in preparazione una nuova mobilitazione militare su larga scala.
Il Cremlino boccia la zona economica libera nel Donbass
A suscitare la reazione del Cremlino è stata innanzitutto l’ipotesi, avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di inserire in un eventuale piano di pace la trasformazione di una parte del territorio conteso in una zona economica libera, affidandone la gestione a Paesi terzi.
Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax, ha respinto questa possibilità richiamando la posizione di Mosca sull’appartenenza del Donbass. “Il Donbass è un territorio della Federazione Russa”, ha affermato, sostenendo quindi che sarebbe difficilmente ipotizzabile affidare a uno Stato terzo l’amministrazione di territori che il Cremlino considera parte della Russia.
Truppe Nato in Ucraina, per Mosca l’ipotesi resta inaccettabile
Peskov è tornato anche sulla questione dell’eventuale presenza di contingenti militari appartenenti a Paesi della Nato sul territorio ucraino. La posizione russa, ha ribadito il portavoce, non è cambiata: Mosca considera “inaccettabile” un simile scenario.
La presa di posizione arriva dopo l’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva indicato per ottobre e novembre lo svolgimento di esercitazioni della “Forza multinazionale per l’Ucraina” nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi. Secondo il Cremlino, l’eventuale dispiegamento di forze militari straniere dei Paesi Nato in Ucraina continua dunque a rappresentare una linea che la Russia non intende accettare.
Il Cremlino smentisce le indiscrezioni su una nuova mobilitazione
Nelle dichiarazioni riportate dalla stampa russa, Peskov ha inoltre liquidato come “bufale dei giornali” le voci relative alla preparazione di una nuova mobilitazione militare in Russia. Secondo il portavoce, le indiscrezioni sarebbero state diffuse deliberatamente dai media e alimentate dalle autorità ucraine con l’obiettivo di creare instabilità sul piano interno. Peskov ha sostenuto che il governo di Kiev starebbe cercando di influenzare e destabilizzare ideologicamente la situazione russa attraverso queste informazioni, respingendo quindi l’ipotesi di una nuova chiamata alle armi.
Le accuse di Zelensky e le esercitazioni russe
Il presidente ucraino Zelensky ha affermato più volte che Mosca potrebbe prepararsi a una seconda mobilitazione dopo quella annunciata nel settembre 2022. Le sue dichiarazioni sono state accompagnate da indiscrezioni provenienti anche da fonti occidentali.
Il Wall Street Journal, citando fonti dell’intelligence occidentale, ha riferito infatti che la Russia starebbe conducendo esercitazioni su scala nazionale per verificare la capacità delle proprie strutture militari di gestire un’eventuale nuova mobilitazione. Il Cremlino respinge però questa lettura e definisce prive di fondamento le notizie diffuse sul possibile ritorno a una mobilitazione generale.
