Roberto Vannacci e il suo partito hanno reso pubblica la seconda e ultima parte del manifesto programmatico, intitolata “Base Ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)”, in cui vengono annunciati il no all’aborto e una serie di misure mirate a limitare la diffusione di contenuti considerati “genderisti” o omosessualisti in televisione. Il documento completa il pacchetto pubblicato l’11 agosto e rilancia posizioni che avevano già suscitato polemiche, tra cui l’abolizione del reato di femminicidio e la promozione del cosiddetto Patriarcato mediterraneo.
La deputata Schlein ha replicato alla pubblicazione: Schlein ha detto che “Il video in cui parlo con Vannacci è falso. Enormi rischi”. Il manifesto viene presentato come la piattaforma definitiva del movimento, con proposte che spaziano dall’organizzazione della famiglia alle politiche per la natalità, dalla regolazione dei media alle funzioni delle Forze armate sul territorio.
Le misure su aborto, famiglia e adozioni
Il testo afferma esplicitamente il no all’aborto, sostenendo che “l’aborto non è un diritto”. Tra le proposte indicate, il partito chiede che le associazioni pro-vita possano operare nei consultori e prevede che la somministrazione della pillola abortiva Ru-486 non avvenga in regime ambulatoriale o domiciliare. Il programma punta sulla prevenzione dell’aborto e sul sostegno alla maternità attraverso strumenti come “l’informazione sul battito fetale”, aiuti economici per gravidanze difficili e lo sviluppo di pratiche di adozione prenatale.
Nel manifesto il concepito viene definito «soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati» e si propone di considerare il bambino già durante la gravidanza ai fini dell’accesso a bonus e agevolazioni, dalle borse di studio alle case popolari. Sono previste aggravanti per i reati che causino la perdita del nascituro. Sempre sul fronte istituzionale, il documento propone la nascita di un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità e l’istituzione di una Giornata nazionale della vita nascente il 25 marzo, insieme a un Piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dell’aborto. Tra le altre misure figurano l’obbligatorietà di una “culla per la vita” in ogni ospedale dotato di reparto maternità e il sostegno alle case rifugio per donne incinte vulnerabili.
Divieti in tv, educazione militare e ruolo delle Forze armate
Il manifesto richiama una linea dura anche sui media: propone la creazione di una fascia protetta televisiva dalle 6 alle 23 per tenere i minori lontani dai contenuti definiti «genderisti» e «omosessualisti», con il divieto di programmi, scene e spot e sanzioni che possono arrivare fino alla sospensione della licenza. Il documento trasforma il cambio di sesso dei minori in un “reato universale”, vietando interventi chirurgici di riassegnazione e la somministrazione di ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà, anche con il consenso dei genitori; per gli adulti gli interventi resterebbero possibili ma non a carico del servizio sanitario pubblico. Il manifesto esprime inoltre opposizione a direttive europee e internazionali ritenute promotrici dell'”agenda Lgbt”.
Sul piano dell’educazione e della sicurezza, Futuro Nazionale propone l’introduzione di moduli di educazione militare nelle scuole superiori e la partecipazione volontaria a campi formativi con valenza civica, oltre a un maggiore impiego delle Forze armate nelle aree con elevati livelli di criminalità e nella protezione di infrastrutture sensibili. Il partito rigetta l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e afferma che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano determinare la spesa italiana per la difesa.
Il programma ribadisce infine il rifiuto delle unioni civili: il matrimonio resta indicato come unico istituto di coppia e le adozioni ordinarie verrebbero riservate alle coppie composte da uomo e donna, escludendo coppie omosessuali e single salvo casi particolari legati a rapporti già esistenti con il minore; sul fine vita il manifesto conferma la difesa della vita “dal concepimento alla morte naturale” e il no all’eutanasia e all’omicidio del consenziente.
