Le parole di Carmelo Burgio sulla sicurezza di Milano e sulla necessità di “mettere ordine” nella città non convincono Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega ha preso le distanze dal candidato sindaco indicato da Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, contestando soprattutto il riferimento ai “rastrellamenti” in una città come Milano. Salvini ha parlato con i cronisti dopo aver fatto visita al gioielliere Mario Roggero nel carcere di Bollate.
Salvini: “Milano accoglie tutti, ma va rispettata”
Secondo Salvini, Burgio non conoscerebbe a sufficienza la realtà milanese. “Non so quanto conosca Milano, onestamente”, ha osservato il leader della Lega, ricordando che si tratta di un generale che propone di riportare l’ordine in città ma che, allo stesso tempo, avrebbe paura di passeggiare alla Stazione Centrale.
Salvini ha comunque precisato che la scelta del centrodestra sarà affrontata con rispetto, ma ha giudicato inopportuno parlare di “rastrellamenti”. Milano, ha sottolineato, “è una città che accoglie tutti”: non è quindi necessario essere nati e cresciuti in quartieri come Bovisa, Niguarda o al Monte Stella. Il punto, secondo il vicepremier, è un altro: “Rispettare Milano sì”.
La ricetta della Lega per la sicurezza
Salvini si è detto convinto che il centrodestra possa conquistare Milano non facendo leva sugli errori degli avversari, ma presentando una candidatura accompagnata da una squadra e da un progetto considerati seri. Tra le priorità indicate dal leader leghista ci sono ordine, legalità, videosorveglianza e utilizzo dei taser.
Una strategia che, nelle parole di Salvini, non contempla però i rastrellamenti evocati da Burgio. Il riferimento segna quindi una distanza rispetto alla linea proposta dal candidato sostenuto da Vannacci, almeno sul modo di affrontare il tema della sicurezza nel capoluogo lombardo.
“Il programma di Vannacci? Me lo sono perso”
A Salvini è stato chiesto anche se avesse letto il programma elettorale di Futuro Nazionale e quello di Roberto Vannacci. La risposta è stata netta: “No, me lo sono perso”. Il vicepremier ha spiegato di essere rimasto in ufficio fino alla sera precedente e di non avere, a suo dire, il tempo per leggere i programmi degli altri.
Salvini contro Ranucci: “Deve fare un passo indietro”
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Salvini ha commentato anche la vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci. Il leader leghista ha detto di poter giudicare soltanto ciò che legge, prendendo però le distanze dai riferimenti fatti dal conduttore di Report ad Aldo Moro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Salvini ha definito questi accostamenti “deliri”, aggiungendo con ironia che potrebbero essere conseguenza del caldo, considerati i 40 gradi registrati in questi giorni. Poi ha affrontato il tema dell’attentato subito da Ranucci e dei rapporti con la persona indicata come suo amico. “Se solo fosse vero questo”, ha commentato, il giornalista dovrebbe “scegliersi meglio gli amici” e rinunciare alla conduzione del programma Rai.
“Può prendersi una pausa fino a quando sarà fatta chiarezza”
Salvini ha quindi confermato la propria posizione sulla conduzione di Report: a suo giudizio Ranucci dovrebbe fare un passo indietro. Il vicepremier ha sostenuto che, se un giornalista vicino alla Lega o al centrodestra fosse stato coinvolto nella metà delle circostanze emerse in questa vicenda, ci sarebbero già state manifestazioni della Cgil e dell’Usigrai.
Per questo, secondo Salvini, sarebbe necessaria cautela fino alla conclusione degli accertamenti. “Può prendersi una pausa”, ha affermato, ribadendo la necessità di attendere che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda.
Salvini guarda alla mobilitazione della Lega
Infine, il vicepremier ha parlato del confronto interno alla Lega, escludendo che le discussioni in corso rappresentino per lui un motivo di preoccupazione. Al contrario, ha spiegato che il dibattito lo stimola quando serve a costruire.
Salvini ha citato anche l’appuntamento previsto per il giorno successivo in Versilia, dove, ha detto, saranno presenti centinaia di militanti impegnati nelle attività del partito. Da qui l’invito rivolto ai dirigenti a guardare maggiormente al lavoro della base. Quanto a Pontida e alle previsioni secondo cui potrebbero esserci meno partecipanti rispetto al passato, Salvini ha infine assicurato: “Ce ne saranno più degli anni passati”.
