Leandro Paredes è stato squalificato per dieci gare per la rissa scoppiata al termine della finale del Mondiale contro la Spagna. La decisione è stata presa dalla commissione disciplinare della Fifa dopo l’indagine aperta sull’episodio, al termine di una partita decisa da un gol in extra-time.
Nelle immagini dell’accaduto il centrocampista argentino ha scaraventato a terra un avversario e ha poi afferrato al collo un altro giocatore, azioni che hanno dato avvio a un calcio d’onda disciplinare che ha coinvolto l’intera delegazione argentina e i suoi tifosi. La Fifa aveva confermato che in campo non era stato mostrato alcun cartellino rosso nei confronti di Paredes durante i minuti di gioco.
Oltre a Paredes, le altre sanzioni individuali
Oltre alla sospensione di Paredes, la commissione ha imposto altre sanzioni individuali: Nahuel Molina è stato squalificato per sette gare e multato, mentre Thiago Almada ha ricevuto una squalifica di una partita con relativa multa. Tra i membri dello staff, Roberto Ayala è stato fermato per tre incontri e sanzionato economicamente. Infine, il centrocampista spagnolo noto come Pablo Martín Páez Gavira è stato punito con una squalifica di una partita e una multa.
Le multe associate alle singole sanzioni sono state stabilite dalla stessa commissione disciplinare: per alcuni protagonisti sono previste somme di entità diversa a seconda del ruolo e della gravità dei comportamenti contestati. L’elenco completo delle sanzioni personali è stato pubblicato contestualmente alle motivazioni della Fifa e specifica per ciascun tesserato la durata della sospensione e l’ammontare della multa.
La multa all’AFA e le ragioni delle sanzioni
La Federazione argentina di calcio (AFA) è stata multata per un totale di 321.000 dollari (importo che riflette anche una conversione valutaria comunicata dalle autorità competenti). La sanzione collettiva è stata motivata da più violazioni del Codice disciplinare della Fifa, tra cui l’uso di un evento sportivo per dimostrazioni di natura non sportiva, comportamenti di squadra contrari alle norme, episodi di discriminazione e problemi di ordine e sicurezza allo stadio.
Parte delle multe è stata legata alla comparsa di uno striscione con riferimenti alle Isole Falkland dopo la semifinale contro l’Inghilterra, episodio che la commissione ha ritenuto una “dimostrazione di natura non sportiva” e che ha inciso sul computo delle sanzioni collettive. La ricostruzione disciplinare tiene insieme gli atti dei singoli tesserati e le condotte dei sostenitori, ritenute parte del quadro complessivo di violazione.
Durante le audizioni, il giocatore coinvolto nella caduta in campo aveva chiesto clemenza alla commissione: “Non credo che debba essere sospeso“, aveva detto, sottolineando come certe fasi del gioco possano essere più fisiche e aggressive. La Fifa ha comunque ritenuto sussistenti i presupposti per le sanzioni personali e collettive, avviando provvedimenti calibrati sui singoli episodi.
La decisione della commissione disciplinare chiude quindi il procedimento aperto dopo la finale dei Mondiali, ma lascia conseguenze pesanti per l’Argentina. Alle squalifiche inflitte ai singoli giocatori e a un membro dello staff si aggiunge infatti la multa complessiva all’AFA, chiamata a rispondere non solo degli episodi avvenuti in campo, ma anche dei comportamenti contestati sugli spalti e delle violazioni legate all’organizzazione e alla sicurezza.
