Ridley Scott dice che un mondo post-apocalittico capace di riflettere «il caos e le calamità globali dell’oggi» caratterizza The Dog Stars, il suo nuovo film tratto dal bestseller del 2012 di Peter Heller, appena tornato in libreria con Bompiani. Il film, interpretato da Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley, Allison Janney, Benedict Wong e Guy Pearce, è stato girato soprattutto in Italia — tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo e Lazio — con una parte della lavorazione a Cinecittà, e arriverà nelle sale il 26 agosto con Walt Disney Company Italia.
Trama, personaggi e ambientazione
La storia è ambientata nel 2035 a Eerie, in Colorado. In quel quadro una letale epidemia influenzale ha decimato gran parte della popolazione e molti sopravvissuti sono colpiti da una debilitante malattia del sangue. Il giovane pilota Hig, interpretato da Jacob Elordi, vive con il veterano di guerra Bangley, ruolo di Josh Brolin, in una fattoria isolata con una pista di atterraggio deserta: Bangley non vuole muoversi, mentre Hig compie missioni di ricognizione col suo aereo, consegna provviste a una comunità mennonita vicina e cerca altri esseri umani non contagiati.
Accade quindi un atterraggio inaspettato che conduce Hig alla casa nascosta in un canyon del diffidente Pops, interpretato da Guy Pearce, e di sua figlia Cima, che nel film è affidata a Margaret Qualley. La vicenda porta i protagonisti a scoprire «una terrificante verità», come riporta la sinossi: il racconto unisce quindi elementi di sopravvivenza, relazioni umane e colpi di scena, restando però ancorato all’idea di un presente che riflette emergenze reali.
Riprese in Italia, temi e dichiarazioni del regista
Scott ha spiegato in una conferenza stampa globale in remoto che «molto di quello che vediamo nel film sta già succedendo». Secondo il regista, «viviamo con i paraocchi, a tutti i livelli, su emergenze come il cambiamento climatico», e il film mette in scena anche queste tensioni. Pur riconoscendo l’attinenza con fatti reali, Scott tiene a precisare che The Dog Stars «non vuole essere un documentario: il suo compito è intrattenere, ma l’intrattenimento deve anche stimolare la riflessione».
Nel racconto della lavorazione emerge inoltre il legame di Scott con il cinema europeo: «Il cinema italiano e francese sono stati la mia scuola, ancor più di Hollywood», ha detto il regista, osservando che quella tradizione «l’Italia l’ha persa» ma che «se ne sono resi conto e le cose stanno migliorando». Scott ha poi ricordato i suoi incontri con Federico Fellini e Sergio Leone: ha raccontato di essere stato portato da Fellini a vedere set monumentali e di avere conservato nella memoria quei gesti e quegli incontri.
Il rapporto con le critiche
Il regista ha affrontato anche ricordi professionali più duri: parlando di critiche, ha citato Pauline Kael in riferimento a Blade Runner, ricordando che Kael «scrisse quattro pagine di distruzione… me le sono incorniciate e le tengo nel mio ufficio», e che da allora ha scelto di non leggere più le critiche. Scott ha inoltre ricordato un progetto non realizzato del 1994 con Jodie Foster su un’epidemia di Ebola in Africa occidentale e ha collegato quel progetto alle questioni attuali, affermando che tagli ai finanziamenti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno influito sulla gestione delle emergenze. Sul ruolo degli Stati Uniti, Scott ha detto che dovrebbero continuare a essere le “sentinelle” del mondo, definizione che legittima secondo lui un impegno internazionale su questi temi.
Le produzioni e le scelte di location in Italia, insieme alle lavorazioni a Cinecittà, costituiscono un elemento centrale della promozione del film nel nostro Paese. Il montaggio tra paesaggi montani e boschi italiani e le sequenze girate in studio riflettono la scelta di fare dell’Italia il luogo principale di produzione, pur mantenendo l’ambientazione narrativa negli Stati Uniti. Per il pubblico italiano, The Dog Stars arriverà nelle sale il 26 agosto con distribuzione di Walt Disney Company Italia.
