Un nuovo attacco russo con droni ha colpito nella notte tra il 20 e il 21 agosto il villaggio di Lebyazhe, nel distretto di Chuhuiv, nella regione ucraina di Kharkiv, provocando due morti e due feriti. Secondo il governatore regionale Oleg Synegubov, le forze russe hanno impiegato sei velivoli senza pilota contro il centro abitato. Le autorità ucraine hanno riferito che l’attacco è avvenuto intorno alle 2:20 e che sono stati utilizzati droni di tipo Geran-2.
Le vittime sono due donne di 73 e 66 anni. Altre due donne, rispettivamente di 41 e 73 anni, sono rimaste ferite e hanno ricevuto assistenza medica. Le prime informazioni circolate sul sesso delle persone coinvolte risultavano discordanti, ma gli aggiornamenti delle autorità locali indicano quattro donne tra vittime e feriti.
Case in fiamme dopo l’attacco
Pesante anche il bilancio dei danni. Gli attacchi hanno provocato incendi in cinque abitazioni private, tre delle quali sono state completamente distrutte. Complessivamente sono stati danneggiati 20 edifici residenziali e tre strutture annesse.
Sul posto sono intervenute le squadre dei servizi di emergenza ucraini, insieme alle forze dell’ordine e al personale sanitario. I soccorritori hanno avviato le operazioni di ricerca per verificare che non ci fossero altre persone intrappolate o bisognose di assistenza.
L’attacco a Lebyazhe si inserisce in una nuova notte di bombardamenti sull’Ucraina. Secondo il bilancio diffuso questa mattina dall’amministrazione regionale, nelle ultime 24 ore Kharkiv e altri otto centri abitati della regione sono stati colpiti dalle forze russe, con due morti e complessivamente nove feriti.
Kiev vuole Starlink sui droni per colpire in Russia
Parallelamente agli attacchi russi, Kiev sta cercando di rafforzare la propria capacità di neutralizzare la minaccia prima che i missili vengano lanciati. Secondo il Financial Times, l’Ucraina sta cercando l’autorizzazione di Elon Musk per utilizzare la connessione satellitare Starlink a bordo di droni destinati a colpire lanciatori di missili balistici e altre infrastrutture militari fino a 200 chilometri all’interno del territorio russo.
La richiesta arriva mentre Kiev affronta una grave carenza di intercettori per i sistemi Patriot, fondamentali per contrastare i missili balistici russi. Le scorte limitate stanno spingendo l’Ucraina a puntare sempre più sulla distruzione preventiva dei sistemi di lancio.
Starlink consentirebbe ai droni di mantenere collegamenti a lunga distanza più resistenti alle interferenze elettroniche. Il sistema è già utilizzato da reparti ucraini per alcune operazioni con droni, mentre Mosca sta sviluppando strumenti di disturbo per limitarne l’efficacia.
Il nodo resta però l’autorizzazione di Musk, che in passato ha posto limiti all’impiego di Starlink nelle operazioni offensive ucraine. L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, recentemente rimosso dall’incarico, aveva mantenuto un canale diretto con il fondatore di SpaceX e all’inizio di agosto aveva confermato pubblicamente che i colloqui erano ancora in corso.
Per Kiev, ottenere il via libera significherebbe poter affiancare alla difesa aerea una strategia più offensiva: cercare e distruggere i lanciatori russi prima che i missili vengano sparati contro le città ucraine.
