Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) sblocca 690 milioni di dollari per l’Ucraina dopo la prima revisione del programma di prestiti, una decisione che il Fondo ha motivato “nonostante la guerra in corso“. La revisione ha confermato il rispetto dei parametri fissati. La misura rientra in un pacchetto da 8,1 miliardi e, secondo il Fondo, porta gli esborsi complessivi legati al programma a circa 2,2 miliardi di dollari.
Nel comunicato si precisa che tutti i criteri quantitativi e gli obiettivi indicativi di fine marzo sono stati rispettati, ma si registra un rallentamento nei progressi sulle riforme strutturali. La direttrice generale Kristalina Georgieva ha detto che “preservare la stabilità macroeconomica rimane la priorità immediata” e ha sollecitato una “politica fiscale prudente” con misure per tutelare la solidità del settore finanziario.
Fmi sblocca 690 milioni di dollari per l’Ucraina
La revisione apre la strada a un nuovo esborso di circa 690 milioni, con l’intesa che resta subordinata al via libera del board del Fondo prima dell’erogazione. Il passaggio formale si aggiunge a quanto indicato nella nota: i target quantitativi e gli obiettivi indicativi di fine marzo sono stati centrati, mentre il capitolo delle riforme strutturali procede con un passo più lento.
Georgieva ha ribadito che il sostegno finanziario deve accompagnarsi a conti pubblici prudenti e a presidi sull’intermediazione bancaria, in modo da salvaguardare la resilienza del sistema durante il conflitto. Con questo sblocco gli esborsi complessivi legati al programma salgono, secondo il Fondo, a circa 2,2 miliardi di dollari sul totale previsto di 8,1 miliardi.
Attacchi sul campo e sviluppi diplomatici del conflitto
Sul terreno il bilancio della violenza resta pesante. Un attacco con drone a Marhanets, nella regione di Dnipropetrovsk, ha ucciso un uomo di 48 anni e ne ha feriti altri otto, ha reso noto su Telegram Oleksandr Hanja, capo dell’amministrazione militare regionale. Fonti locali citate dalla stampa hanno riferito di vittime in più punti del fronte; fonti governative hanno parlato complessivamente di sette decessi tra le parti coinvolte.
Per le informazioni militari, l’agenzia Tass ha riportato dichiarazioni del ministero della Difesa russo secondo cui le difese aeree hanno intercettato e distrutto 209 droni ucraini durante la notte su diverse regioni e sul Mar Nero. Dalle autorità russe sono arrivate anche accuse contro quelle ucraina relative ad attacchi alle infrastrutture energetiche e navali.
Sul fronte delle alleanze, i media statali della Corea del Nord hanno ribadito il sostegno a Mosca dopo un incontro a Mosca tra i ministri degli Esteri, parlando di un rafforzamento delle relazioni bilaterali. In parallelo, la Santa Sede ha intensificato la propria presenza: il cardinale Matteo Zuppi e il segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Gallagher, hanno visitato Kiev, hanno riferito fonti diplomatiche, con l’obiettivo di facilitare scambi di prigionieri e preparare possibili passi per una visita del Papa.
