L’Inps e’ intervenuto per segnalare che una trattenuta del 5% e’ stata applicata ad agosto su alcune pensioni. Lo ha fatto con un comunicato di luglio rivolto ai beneficiari di prestazioni o maggiorazioni collegate al reddito che non hanno comunicato i redditi relativi al 2022. Il prelievo si ripeterà anche a settembre, per cui l’importo sul cedolino risulterà piu’ basso.
I pensionati interessati hanno tempo fino al 15 settembre per regolarizzare la loro posizione; in caso contrario l’Inps ha avvertito che la prestazione verra’ revocata e che l’ente provvedera’ al recupero delle somme eventualmente non dovute.
Pensioni, chi e’ interessato e quali trattamenti sono coinvolti
Sono destinatari della comunicazione i pensionati che ricevono prestazioni o integrazioni legate al reddito e che non hanno presentato la dichiarazione reddituale relativa al 2022 entro la scadenza prevista (marzo 2025). Rientrano in questa categoria, come indicato dall’Inps, l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, la somma aggiuntiva, la quattordicesima, le pensioni ai superstiti e le pensioni di invalidita’ civile. Secondo le stime si tratta di una platea di circa 50mila pensionati.
Sul cedolino di agosto e’ stata applicata infatti una trattenuta pari al 5% dell’importo di luglio, riconosciuta con la denominazione “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. I destinatari della comunicazione sono stati informati con lettera e riceveranno un sollecito prima della scadenza utile per mettersi in regola.
Come regolarizzare la posizione e conseguenze della mancata comunicazione
I pensionati che non hanno ancora inviato la comunicazione reddituale del 2022 possono regolarizzare la propria posizione online, accedendo al sito dell’Istituto con SPID, CNS, CIE o eIDAS. Per evitare la revoca e’ necessario presentare la domanda di “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”; la procedura e’ disponibile anche nell’area personale MyINPS o tramite assistenza di un patronato.
Chi non provvedera’ entro il termine fissato vedra’ revocata la prestazione in via definitiva. L’Inps ha precisato che, oltre alla revoca, procedera’ al recupero delle somme che risultassero non dovute.
