Una task force coordinata dalla Prefettura di Bari è stata attivata nella cintura intorno al capoluogo pugliese dopo la prima aggressione avvenuta il 4 agosto nel parco di via Falcone a Noicattaro, dove due minori sono stati attaccati e una bambina di sei anni è stata ricoverata in terapia intensiva dopo essere stata azzannata.
La Regione Puglia ha dato il via libera alla cattura dell’animale e, benché sia stato predisposto l’intervento, a Ferragosto si è verificato un altro episodio con vittima un bambino trasportato all’ospedale pediatrico Papa Giovanni XXIII di Bari. In Italia gli avvistamenti hanno innescato misure locali diverse, dalla cattura alla chiusura di aree verdi.
Aggressioni e misure locali
Nel caso pugliese, la decisione di attivare una task force è stata assunta come misura di coordinamento tra prefettura e strutture territoriali. La Regione Puglia ha autorizzato la cattura dell’animale coinvolto nei fatti di Noicattaro; le operazioni sono state avviate dopo l’aggressione del 4 agosto e il successivo episodio di Ferragosto che ha richiamato l’attenzione delle autorità sanitarie e faunistiche.
A oltre 500 chilometri di distanza, il Comune di Riccione ha disposto l’anticipazione dell’orario di chiusura di tre parchi urbani — Resistenza, Chico Mendes e Olivetani — con un’ordinanza firmata dalla sindaca Daniela Angelini su richiesta del servizio faunistico regionale, che vieta l’accesso serale fino al 3 settembre. In entrambi i casi le amministrazioni locali hanno adottato misure preventive rivolte alla tutela delle persone presenti nelle aree verdi urbane.
Le misure variano dall’ordinanza di chiusura alla disposizione di cattura e ricollocazione quando il comportamento dell’animale viene classificato come non compatibile con la convivenza nelle aree urbane.
Distribuzione e numeri del lupo in Italia
Per mappare le zone abitate dalla specie, tra il 2020 e il 2021 è stato condotto il primo monitoraggio nazionale coordinato dall’Istituto per la Protezione dell’Ambiente (Ispra) su mandato del Ministero dell’Ambiente. Secondo quella ricerca, i lupi grigi rilevati in Italia sono circa 3.501 esemplari distribuiti sul territorio.
I dati rilevano una crescita concentrata in particolare sulla fascia alpina: la regione con il maggior numero di esemplari è il Piemonte. Oltre 2.500 individui popolano la dorsale appenninica e l’area peninsulare, mentre la Sardegna risulta l’unica regione senza tracce della specie, secondo il monitoraggio. Il censimento si è basato su fototrappole e analisi di escrementi, prede, impronte e campioni di pelo, approccio scelto per la natura elusiva dell’animale.
In Italia il lupo è classificato nella sottospecie del Lupo grigio appenninico e la sua presenza è stata favorita dalle norme che ne hanno sancito lo status di specie protetta, citate nel monitoraggio, tra cui la Convenzione di Berna, la direttiva Cee 1993/43 e leggi nazionali.
Comportamenti confidenti, cause e raccomandazioni
Il Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione dei lupi urbani e confidenti, elaborato da Ispra in collaborazione con il progetto europeo LIFE Wild Wolf, definisce i criteri per classificare un animale come “confidente”. Un lupo è considerato confidente quando si avvicina intenzionalmente alle persone entro una distanza ritenuta ridotta: la soglia indicata nel protocollo è di 30 metri. I recenti episodi in Puglia sono stati ricondotti alla categoria 19, livello di criticità 5, che giustifica la cattura e la ricollocazione dell’animale.
Tra le cause che possono indurre comportamenti confidenti il protocollo segnala in primo luogo le fonti alimentari: gli scarti di cibo e il comportamento umano che abitua gli animali a essere nutriti volontariamente in aree frequentate dalle persone. Per questo motivo le amministrazioni e i servizi faunistici sottolineano la necessità di limitare le fonti di cibo accessibili alla fauna.
In caso di incontro ravvicinato con un lupo, le indicazioni fornite prevedono di non avvicinarsi né interagire con l’animale, soprattutto nel caso di bambini che potrebbero scambiarlo per un cane. Per favorire l’allontanamento è consigliato compiere movimenti sul posto, alzare la voce e procedere in direzione opposta, possibilmente camminando all’indietro per non perdere la visuale. Tra le misure di dissuasione rientrano l’utilizzo di suoni, luci o proiettili di gomma finalizzati a ristabilire la naturale diffidenza dell’animale verso l’uomo.
I numeri del monitoraggio Ispra — il censimento 2020-2021 rileva circa 3.501 lupi in Italia — restano il riferimento per programmare interventi di gestione e per orientare le azioni locali, come le catture autorizzate o le ordinanze di sicurezza urbana.
