L’aeroporto di Catania torna gradualmente operativo dopo giorni di pesanti disagi provocati dall’attività dell’Etna. Dalle 14 di Ferragosto sono stati riaperti ai voli in arrivo e in partenza i settori C1 e B3 dello scalo di Fontanarossa, consentendo una prima ripresa del traffico aereo dopo cancellazioni e dirottamenti che hanno coinvolto migliaia di passeggeri.
L’emergenza, tuttavia, non può ancora considerarsi conclusa. Il vulcano resta in attività e, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’emissione di cenere risulta al momento debole mentre prosegue il flusso lavico. A incidere sulla situazione sarà anche il vento: se continuerà a spingere il materiale vulcanico verso sud, potrebbero verificarsi nuovi problemi per l’operatività dello scalo. Un miglioramento potrebbe arrivare tra domenica e lunedì, quando è previsto un cambiamento delle condizioni atmosferiche.
Il caos dei collegamenti e le tariffe record
Le conseguenze dell’eruzione non hanno riguardato soltanto i voli. Le numerose cancellazioni e i dirottamenti verso altri aeroporti siciliani hanno messo sotto pressione anche i collegamenti via terra, facendo emergere il problema dei costi sostenuti dai viaggiatori rimasti bloccati.
Sui social sono state segnalate richieste tra 600 e 650 euro per un trasferimento da Catania a Palermo, mentre per raggiungere Comiso le cifre avrebbero toccato i 400 euro. Si tratta in diversi casi di testimonianze individuali, e quindi non sempre verificabili, che hanno però alimentato le accuse di speculazione durante l’emergenza.
Anche Adiconsum Sicilia ha riferito di segnalazioni relative a richieste fino a 700 euro sulla tratta Catania-Palermo, invitando però a distinguere eventuali comportamenti speculativi dalle tariffe applicate da operatori regolari su percorrenze di centinaia di chilometri.
Tassisti e Ncc: «Attenzione agli abusivi»
Tassisti e conducenti Ncc respingono infatti l’accusa di avere approfittato della situazione. Gli operatori ricordano che una corsa tra Palermo e Catania comporta diverse ore di viaggio e spesso il ritorno senza passeggeri. La compagnia palermitana Trinacria indica, per esempio, una cifra massima di circa 450-500 euro per una corsa di sola andata, costo che può essere suddiviso tra quattro o cinque persone.
Un conducente Ncc catanese ha raccontato di aver trasportato sei ragazze fino a Palermo con un van per 500 euro, sottolineando l’incidenza di carburante, ore di lavoro e viaggio di ritorno a vuoto.
La categoria punta invece il dito contro il fenomeno dei trasporti abusivi: secondo alcune testimonianze, conducenti senza autorizzazione attenderebbero negli aeroporti i passeggeri rimasti a terra proponendo trasferimenti a pagamento e senza ricevuta.
Nel mezzo dell’emergenza è scattata anche la solidarietà. Sui social diversi viaggiatori stanno cercando persone con cui condividere auto e spese, altri utilizzano servizi di car pooling e c’è persino chi mette a disposizione gratuitamente un posto in macchina per aiutare chi è rimasto bloccato.
