Per decenni arredare casa ha significato scegliere mobili destinati a rimanere nello stesso posto per anni. Ora IKEA parte da un presupposto quasi opposto: se i giovani cambiano casa sempre più spesso, anche i mobili devono essere pronti a traslocare. È la filosofia di KOMPISHÄNG, la nuova collezione del colosso svedese dedicata alla vita «in movimento», disponibile a livello globale da agosto 2026.
Non è soltanto una trovata di design. Dietro tavoli pieghevoli, sgabelli impilabili e sistemi di storage trasportabili c’è una trasformazione molto più profonda del modo di abitare, soprattutto tra i giovani adulti: case in affitto, appartamenti condivisi, trasferimenti per studio o lavoro e spazi sempre più piccoli.
La casa cambia, i mobili vengono con te
Per progettare KOMPISHÄNG, IKEA ha studiato direttamente la vita domestica dei giovani tra i 20 e i 28 anni nel centro di Londra. I designer sono entrati nelle loro abitazioni e hanno osservato soluzioni improvvisate, scatoloni da trasloco riutilizzati come mobili e soprattutto una grande attenzione verso i pochi oggetti scelti per essere portati da un appartamento all’altro.
Da qui è nata una collezione costruita intorno alla portabilità. Tra le soluzioni presentate ci sono un letto pieghevole che può essere trasportato sulla schiena, un tavolo richiudibile dotato di maniglia, sgabelli facili da impilare, organizer sospesi, una grande borsa con le ruote e persino un vaso pensato per facilitare il trasporto delle piante.
I materiali – tra cui pino massiccio, acciaio verniciato a polvere e tela resistente – sono stati scelti proprio perché gli oggetti possano essere smontati, spostati e utilizzati nuovamente nella casa successiva.
IKEA e l’idea di una casa che non sembri provvisoria
Il punto, però, è evitare che un appartamento temporaneo abbia necessariamente l’aspetto di una sistemazione provvisoria.
“Anche se ci si trasferisce spesso, non si vuole che la propria casa sembri temporanea”, ha spiegato Dora Ding, Product Developer di IKEA of Sweden. L’azienda ha osservato quanto attentamente i giovani decidano quali oggetti valga davvero la pena portare con sé e ha trasformato questa esigenza in uno dei principi della nuova linea.
Anche alcuni degli oggetti apparentemente più semplici raccontano questa filosofia. Ci sono appendiabiti da applicare alle porte e soluzioni che consentono di esporre fotografie e ricordi senza interventi permanenti sulle pareti: caratteristiche particolarmente utili per chi vive in affitto e non può modificare liberamente gli ambienti.
La “generazione affitto” e il problema della casa
La collezione arriva mentre per molti giovani europei l’indipendenza abitativa continua a essere difficile da raggiungere. Secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, riferiti al 2024, nell’Unione europea si lascia la casa dei genitori in media a 26,2 anni. In Italia l’età sale a 30,1 anni, uno dei valori più elevati dell’Ue dopo Croazia, Slovacchia e Grecia.
Il peso della casa sui bilanci è particolarmente significativo per le nuove generazioni. Sempre nel 2024, il 9,7% dei giovani europei tra 15 e 29 anni viveva in famiglie che destinavano almeno il 40% del reddito disponibile alle spese abitative, contro l’8,2% calcolato sulla popolazione complessiva.
Non significa naturalmente che tutti i Millennials o gli appartenenti alla Gen Z abbiano rinunciato ad acquistare casa. Ma IKEA sembra aver individuato un mercato abbastanza grande da costruirci attorno un’intera collezione: quello di chi non sa ancora quale sarà il proprio indirizzo tra qualche anno.
Quando anche il design racconta la precarietà
Ed è forse questo l’aspetto più interessante di KOMPISHÄNG. IKEA non prova a risolvere il problema dell’accesso alla casa, ma adatta i propri prodotti a una realtà nella quale il trasloco rischia di diventare una parte ordinaria della vita adulta.
Il mobile, quindi, non viene più progettato soltanto per stare bene in una determinata stanza. Deve entrare in un’altra casa, passare attraverso scale e metropolitane, essere piegato, caricato e rimontato.
È un cambiamento apparentemente piccolo che racconta qualcosa di molto più grande. Se un tempo il mobile accompagnava la storia di una casa, adesso deve essere capace di accompagnare la persona da una casa all’altra.
E il paradosso della nuova collezione IKEA è proprio qui: KOMPISHÄNG prova a dare un senso di stabilità agli spazi temporanei. Una risposta pratica a una generazione sempre più mobile, per scelta in alcuni casi e per necessità in altri, che può cambiare indirizzo molte volte ma continua a voler chiamare ogni nuovo posto “casa”.
