Un militare del ministero della Difesa russo è stato ucciso in un attentato dinamitardo a Sebastopoli, nella Crimea occupata dalla Russia. A riferirlo è stato l’Fsb, il servizio di sicurezza interno russo, che ha annunciato anche il fermo di una donna di 32 anni, cittadina russa, sospettata di avere fatto esplodere l’ordigno.
Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità di Mosca, la donna avrebbe agito su incarico dei servizi segreti ucraini. Al momento, però, non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull’identità del militare ucciso, sul luogo preciso dell’esplosione o sulle modalità con cui sarebbe stato preparato e azionato l’ordigno. Non risultano inoltre dichiarazioni da parte di Kiev sull’episodio.
Crimea, l’Fsb accusa i servizi segreti ucraini
Le informazioni sull’attentato arrivano dunque esclusivamente da fonti russe. L’Fsb sostiene che la 32enne fermata avrebbe ricevuto indicazioni dall’intelligence ucraina e avrebbe poi eseguito l’attacco contro il militare del ministero della Difesa. Le autorità non hanno reso noto, almeno per ora, se la donna abbia ammesso le proprie responsabilità né quale servizio ucraino sarebbe coinvolto secondo gli investigatori russi.
L’episodio si inserisce in una lunga serie di accuse rivolte da Mosca ai servizi di Kiev per attentati e tentativi di sabotaggio in Crimea. Negli ultimi mesi l’Fsb ha annunciato più volte arresti di persone accusate di preparare attacchi contro obiettivi militari russi nella penisola. A marzo, per esempio, il servizio di sicurezza russo aveva dichiarato di avere sventato un attentato contro un alto ufficiale delle forze armate, che sarebbe dovuto avvenire attraverso un ordigno radiocomandato piazzato sotto la sua automobile.
I precedenti a Sebastopoli
Sebastopoli, sede della Flotta russa del Mar Nero, è già stata teatro di attacchi contro personale militare. Nel settembre 2024 un ordigno collocato sotto un’automobile uccise il capitano di primo rango Valery Trankovsky, ufficiale della Flotta del Mar Nero. L’Fsb attribuì anche in quel caso l’operazione ai servizi ucraini e, nel luglio 2026, annunciò l’arresto di una donna ritenuta coinvolta nella preparazione dell’attentato.
Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la Crimea è diventata uno dei punti più sensibili del conflitto. La penisola, occupata e annessa unilateralmente da Mosca nel 2014, ma riconosciuta a livello internazionale come territorio ucraino, ospita basi militari, aeroporti e infrastrutture strategiche russe ed è stata colpita più volte da droni e missili ucraini.
L’attentato di Sebastopoli riporta quindi l’attenzione sulla guerra condotta anche lontano dalla linea del fronte, attraverso sabotaggi, operazioni clandestine e attacchi mirati. Resta però da chiarire la dinamica dell’esplosione e, soprattutto, da verificare in modo indipendente il presunto coinvolgimento dei servizi segreti ucraini indicato dall’Fsb.
