Dall’inizio dell’estate 2026 gli incendi in Grecia hanno già bruciato oltre 21mila ettari di territorio, mentre decine di roghi hanno interessato diverse aree del Paese provocando la morte di cinque persone, tra cui tre vigili del fuoco. A fronte di questi numeri, la nazione ha potenziato il monitoraggio con satelliti e droni, ma per molti esperti la sola tecnologia non basta a spegnere gli incendi e a prevenire la loro propagazione. Il professor Aléxandros Dimitrakopulos, del Dipartimento di Silvicoltura e Ambiente dell’Università di Salonicco, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di interventi terrestri più rapidi e di misure di prevenzione più efficaci.
Incendi in Grecia, tecnologie spaziali e sorveglianza aerea
Negli ultimi anni la Grecia ha rafforzato il monitoraggio del territorio con strumenti spaziali e aerei, tra cui microsatelliti termici e droni operativi 24 ore su 24, per individuare i focolai in tempi rapidi e seguirne l’evoluzione in tempo reale. Il 3 maggio 2026 sono stati lanciati in orbita quattro microsatelliti termici costruiti in Grecia a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, mentre un mese dopo è entrato in funzione il microsatellite ottico Hyperion GR-1, capace di fornire immagini multispettrali ad alta risoluzione. Alle missioni spaziali si aggiungono circa 200 droni di sorveglianza che monitorano vaste aree, permettendo alle autorità di avere una visione più dettagliata e rapida della diffusione delle fiamme.
Tuttavia proprio gli esperti sottolineano che queste tecnologie servono a localizzare e seguire gli incendi ma non a estinguerli sul posto, rendendo necessario un coordinamento più efficace con le squadre di terra e risorse operative in grado di intervenire tempestivamente.
Bilancio dei roghi e memoria dei megaincendi
La stagione 2026 è segnata da un bilancio preoccupante: i roghi hanno già consumato oltre 21mila ettari dall’inizio dell’estate e, nell’ultima settimana, decine di incendi hanno interessato regioni diverse causando la morte di cinque persone, tra cui tre vigili del fuoco. Questi numeri confermano l’eredità dei grandi roghi del passato più recente, a partire dal 2021, anno che è stato definito da molti un punto di svolta per gli incendi forestali in Grecia.
Nel 2021 i roghi bruciarono complessivamente più di 130mila ettari e nel nord dell’isola di Eubea andarono in fumo oltre 50mila ettari di bosco, mentre tre incendi nella regione dell’Attica distrussero circa 26mila ettari. Il record nazionale è stato poi superato nel 2023, quando le fiamme hanno divorato oltre 170mila ettari, pari a circa l’1,2% del territorio greco, con 95mila ettari distrutti dall’incendio di Evros che è stato definito il peggiore mai registrato in Europa.
Prevenzione, gestione del territorio e limiti operativi
Secondo gli specialisti, la tecnologia ha migliorato il controllo e la sorveglianza, ma resta insufficiente senza una strategia di prevenzione e una gestione del territorio più efficiente, che includa la pulizia invernale della vegetazione e la realizzazione di fasce tagliafuoco nelle aree più a rischio. Il professor Dimitrakopulos ha sottolineato che la Grecia si trova ancora «nello stesso punto del 2000» per quanto riguarda alcune pratiche preventive, indicando un divario tra il monitoraggio dall’alto e gli interventi proattivi sul terreno.
L’esperto Miltiadis Athanasíu ha inoltre criticato le sanzioni previste per i responsabili dei vigili del fuoco, ritenute così severe da rallentare le decisioni operative, e ha messo in rilievo come senza una gestione più efficace dei boschi e delle emergenze il rischio sia quello di continuare a osservare dall’alto incendi che a terra non si riesce a fermare. Questa valutazione evidenzia la necessità di integrare satelliti, droni e risorse terrestri in piani coordinati e pratiche operative meno punitive per chi deve agire tempestivamente.
Il confronto tra capacità tecnologiche e realtà operativa mette la Grecia di fronte a scelte concrete sulla gestione del territorio e sulla rapidità degli interventi, poiché le attuali risorse di monitoraggio restano angoli visivi di prevenzione senza interventi terreni deliberati e sistematici.
