Si è conclusa con l’identificazione di circa 120 militanti l’operazione delle forze dell’ordine dopo l’uscita dal presidio No Tav di Venaus. Gli attivisti hanno lasciato l’area nella giornata di domenica, ma la carovana di auto e furgoni diretta verso Susa è stata fermata lungo la strada provinciale 210 per consentire i controlli da parte della polizia.
Le operazioni sono terminate in poco più di mezz’ora: gli agenti hanno registrato i documenti e filmato i volti degli occupanti dei veicoli, effettuando anche una rapida verifica all’interno degli abitacoli prima di permettere il transito.
Il presidio No Tav
La giornata era iniziata con l’uscita organizzata dei militanti dal presidio allestito a Venaus, dove erano arrivati giovedì scorso dopo il divieto prefettizio di campeggio a Susa, località inizialmente scelta per ospitare la quattro giorni di iniziative.
La partenza della carovana è avvenuta tra slogan, bandiere e il suono dei clacson. Una cinquantina di persone ha lasciato il presidio contemporaneamente, salendo rapidamente su auto e furgoni. In alcuni momenti non sono mancati momenti di tensione con i giornalisti presenti: alcuni attivisti hanno contestato una troupe televisiva chiedendo di non essere ripresi senza consenso.
La carovana No Tav bloccata sulla provinciale 210
Poco dopo aver lasciato Venaus, il corteo di mezzi è stato fermato dalla polizia lungo la strada provinciale 210, nei pressi del bivio per Mompantero e poco oltre il cavalcavia dell’autostrada, in direzione Susa. Sul posto sono intervenuti gli agenti del reparto mobile e la Digos, con l’obiettivo di procedere all’identificazione degli attivisti prima di consentire il passaggio verso le uscite della strada. In coda si sono fermate circa quaranta automobili, comprese quelle di giornalisti e operatori televisivi che si trovavano nella zona per seguire la vicenda. La fila è stata chiusa da alcune pattuglie dei carabinieri.
Un’attesa di oltre un’ora tra musica e proteste
Durante il blocco, i militanti hanno trascorso il tempo in attesa delle verifiche organizzandosi lungo la carreggiata. Tra balli di gruppo, risate, slogan e bandiere, alcuni hanno utilizzato una cassa audio con microfono per animare il momento.
La situazione è rimasta ferma per oltre un’ora e mezza, con le forze dell’ordine intenzionate a far ripartire i veicoli soltanto dopo aver completato i controlli. In un primo momento, infatti, gli attivisti non avevano ancora iniziato a consegnare i documenti richiesti. Nel frattempo alcuni automobilisti presenti casualmente sulla strada, rimasti coinvolti nel rallentamento, hanno fornito i propri documenti per poter proseguire.
Identificazioni completate e via libera alla carovana
Dopo l’attesa iniziale, sono finalmente iniziate le procedure di identificazione. La polizia ha acquisito i dati degli occupanti dei veicoli e registrato i documenti, mentre gli stessi attivisti hanno ripreso le operazioni con gli smartphone. Gli agenti hanno consentito il passaggio soltanto alle persone già identificate, mentre le uscite della provinciale 210 verso Susa e Mompantero sono rimaste presidiate dal reparto mobile. Alla fine sono stati controllati circa 120 militanti. Le operazioni si sono concluse rapidamente e la carovana ha potuto lasciare definitivamente la zona del presidio di Venaus.
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