La mancata nomina di Andrea Pirlo rischia di produrre un terremoto ai vertici della Nazionale. Paolo Maldini e Leonardo starebbero valutando le dimissioni dai rispettivi incarichi in Figc, assunti soltanto due settimane fa, dopo che il presidente federale Giovanni Malagò ha fermato l’operazione che avrebbe dovuto portare l’ex centrocampista sulla panchina dell’Italia.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte dei due dirigenti. L’ipotesi dell’addio viene però indicata da diverse ricostruzioni giornalistiche come una conseguenza concreta della rottura sul nome del commissario tecnico. Maldini e Leonardo avevano individuato in Pirlo l’allenatore più adatto al progetto di rinnovamento del Club Italia dopo il rifiuto di Pep Guardiola.
La decisione di Malagò di non procedere con la candidatura, maturata durante le polemiche sul rapporto tra Pirlo e il bookmaker russo Fonbet, viene considerata una sostanziale bocciatura della prima grande scelta compiuta dalla nuova direzione tecnica.
Maldini e Leonardo avevano puntato tutto su Pirlo
Pirlo non era stato presentato come una soluzione di ripiego. Dopo il mancato accordo con Guardiola, Maldini e Leonardo avevano costruito attorno all’ex compagno del Milan un progetto differente, fondato sulla ricerca di un allenatore giovane, disponibile a condividere una linea tecnica comune dalla Nazionale maggiore alle selezioni giovanili.
Il profilo dell’ex regista era considerato coerente con l’impostazione descritta pubblicamente da Leonardo pochi giorni prima. L’advisor del Club Italia aveva spiegato che il nuovo commissario tecnico avrebbe dovuto ragionare in sintonia con la direzione federale e garantire un’armonia di pensiero sull’intero percorso azzurro.
L’interruzione delle pratiche avviate per liberare Pirlo dallo United FC di Dubai e consentirgli di firmare con la Figc ha quindi aperto una frattura che va oltre la scelta dell’allenatore. Per Maldini e Leonardo, accettare un commissario tecnico estraneo alla loro visione potrebbe significare rinunciare all’autonomia progettuale sulla quale avevano fondato il proprio ingresso in Federazione.
La promessa della condivisione totale
Il rischio di una rottura appare ancora più rilevante alla luce delle parole pronunciate da Malagò il 23 luglio, durante la prima uscita ufficiale della nuova struttura federale davanti ai club di Serie A.
Il presidente aveva parlato di una condivisione totale con Maldini e Leonardo, assicurando che nessuno dei tre avrebbe preso decisioni senza il consenso degli altri. A distanza di pochi giorni, lo stop a Pirlo ha però messo alla prova quell’equilibrio.
Malagò avrebbe maturato forti perplessità dopo l’esame dei rapporti commerciali dell’allenatore con Fonbet e delle conseguenze istituzionali che la nomina avrebbe potuto provocare. Le critiche arrivate dalla politica e il viaggio compiuto da Pirlo a Mosca nel maggio 2026 hanno trasformato la scelta del commissario tecnico in una questione più ampia rispetto alla sola valutazione sportiva.
Maldini e Leonardo, invece, avrebbero continuato a difendere la candidatura dell’ex compagno, ritenendola compatibile con il progetto concordato al momento del loro ingresso in Figc.
Malagò prova a evitare l’addio
Il presidente federale sarebbe ora impegnato nel tentativo di ricucire il rapporto con i due dirigenti. L’obiettivo è capire se Maldini e Leonardo siano disponibili a individuare un candidato alternativo che rispetti comunque le caratteristiche tecniche e progettuali stabilite nelle scorse settimane.
Il margine di mediazione appare ristretto. Secondo Sky Sport, senza Pirlo o un altro allenatore scelto direttamente in base alla loro linea, Maldini e Leonardo difficilmente accetterebbero di proseguire l’esperienza in Nazionale. Il rischio è che la nuova organizzazione del Club Italia si dissolva prima ancora di entrare pienamente in funzione.
Le dimissioni avrebbero un peso particolare soprattutto per Maldini, nominato direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia l’11 luglio. Leonardo era stato scelto come advisor per affiancarlo nella ristrutturazione tecnica del sistema azzurro.
La Nazionale rischia di ripartire da zero
Un eventuale doppio addio lascerebbe la Federazione senza commissario tecnico e senza i principali responsabili del nuovo progetto sportivo. Malagò sarebbe così costretto a ridisegnare l’assetto costruito dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali.
Tra gli scenari indicati dalla stampa figura la possibilità di affidare la direzione tecnica a Giorgio Chiellini, attualmente dirigente della Juventus. Per la panchina tornerebbero invece in primo piano Roberto Mancini e Antonio Conte. Nessuno di questi sviluppi è stato confermato dalla Figc e si tratta, allo stato attuale, di ipotesi legate all’eventuale uscita di Maldini e Leonardo.
Martedì 28 luglio è in programma il Consiglio federale. Prima della riunione potrebbe arrivare un chiarimento decisivo sul futuro dei due dirigenti e sulla possibilità di salvare un progetto che, soltanto pochi giorni fa, era stato presentato come il punto di partenza per la ricostruzione del calcio italiano.
