Il ministero del Commercio cinese ha avviato a Pechino consultazioni con grandi gruppi tecnologici su nuove restrizioni all’export di tecnologie di intelligenza artificiale e semiconduttori nelle ultime settimane. Tra le ipotesi figurano limiti al trasferimento transfrontaliero dei dati usati per l’addestramento e restrizioni al download dei model weights, con l’accesso ai servizi via cloud che resterebbe disponibile. Nei colloqui sono stati coinvolti operatori come Alibaba, ByteDance e Zhipu.
Le opzioni sul tavolo sono tecniche e normative: l’obiettivo è proteggere capacità e progetti sviluppati in Cina senza interrompere l’erogazione di servizi ai clienti esteri. In parallelo, l’ipotesi di revisione del catalogo delle tecnologie soggette a restrizioni all’export punta a definire paletti per componenti e know-how considerati sensibili, con un impatto che potrebbe toccare anche le catene di fornitura internazionali.
Pechino valuta restrizioni sull’export dei modelli AI
La prima leva in discussione riguarda i dati: si valuta di limitare il trasferimento oltre confine delle informazioni ritenute “chiave” per l’addestramento dei modelli di AI. La seconda tocca architetture e parametri: la possibilità per utenti stranieri di scaricare i pesi dei modelli verrebbe ridotta, mentre l’utilizzo dei sistemi tramite cloud resterebbe consentito. Si delineano così due approcci: trattenere i modelli alla sorgente oppure mantenere i servizi aperti ma ridurre la portabilità degli elementi più sensibili. La scelta cambierebbe i punti di controllo sulle applicazioni avanzate e la tecnologia effettivamente disponibile fuori dalla Cina.
Modelli open-weight e confronto con gli Stati Uniti
Lo sviluppo domestico complica la decisione. Il laboratorio Moonshot ha rilasciato la scorsa settimana il modello Kimi K3, accreditato in molti benchmark come superiore al modello di punta di Anthropic. Insieme a DeepSeek, questi sistemi sono descritti come open-weight: possono essere aperti e scaricati per l’uso su server locali. I principali modelli statunitensi, come quelli di Anthropic e OpenAI, sono invece chiusi. Un eventuale limite alla portabilità dei pesi inciderebbe dunque più direttamente sui modelli cinesi che abilitano esecuzione on-premise, lasciando inalterata la fruizione via cloud ma restringendo l’uso locale all’estero.
Implicazioni per i chip e la proprietà intellettuale
Un altro capitolo delle consultazioni riguarda i semiconduttori. Si raccolgono pareri su misure che impediscano a produttori esteri di chip di realizzare componenti avanzati a partire da progetti sviluppati in Cina. Il tema tocca la tutela della proprietà intellettuale e il rischio di trasferimenti tecnologici non desiderati, con possibili conseguenze per gruppi come TSMC e Qualcomm nella fabbricazione di chip basati su design cinesi. Anche qui, l’effetto pratico dipenderebbe da come verranno definiti i confini tra design, IP e processi produttivi.
