19 luglio 2026 – Rendere “non punibile qualsiasi reazione” compiuta nell’immediatezza di un’aggressione armata, anche quando il pericolo non è più attuale. È questo l’obiettivo del nuovo disegno di legge sulla legittima difesa preparato dalla Lega dopo la condanna definitiva di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo.
Il provvedimento, a prima firma del senatore Claudio Borghi, interviene sull’articolo 52 del codice penale e amplia la tutela di chi reagisce a un’aggressione avvenuta in casa oppure all’interno di un negozio.
Legittima difesa, cosa prevede il disegno di legge della Lega
Il nuovo comma riguarderebbe le aggressioni a mano armata avvenute all’interno di un’abitazione oppure di un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale. In questi casi, secondo la formulazione anticipata, “qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile”.
La novità risiede soprattutto nelle condizioni successive: la reazione sarebbe giustificata “indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”. Verrebbero così eliminati alcuni dei criteri sui quali oggi il giudice deve basarsi per stabilire se un’azione possa essere considerata legittima difesa.
La norma vigente stabilisce infatti che la persona aggredita possa reagire per proteggere un diritto proprio o altrui da un pericolo “attuale” e da un’offesa ingiusta, purché esista una proporzione tra difesa e offesa. La riforma approvata nel 2019, sostenuta proprio dalla Lega, ha già rafforzato la tutela di chi reagisce all’interno della propria abitazione o attività lavorativa, introducendo in determinate circostanze una presunzione di proporzionalità.
Il caso Roggero dietro la nuova proposta
La nuova iniziativa arriva pochi giorni dopo che la Cassazione ha confermato la condanna di Roggero a 14 anni e nove mesi di carcere. Il gioielliere aveva inseguito all’esterno del negozio i rapinatori in fuga, sparando diversi colpi. Per i giudici non si trattò di legittima difesa, perché il pericolo non era più attuale: la ricostruzione accolta nei diversi gradi di giudizio è stata quella di una reazione offensiva e non della necessità di proteggere sé stesso o i familiari.
La formula scelta dalla Lega sembra pensata per comprendere anche situazioni simili, ma non è automatico che avrebbe scagionato Roggero: resterebbe da stabilire che cosa debba intendersi per reazione compiuta “nell’immediatezza” di un’aggressione avvenuta dentro il negozio.
Matteo Salvini, intanto, è tornato davanti al carcere di Bollate e continua a chiedere la grazia per il gioielliere. Il caso diventa così il punto di partenza per riaprire, ancora una volta, lo scontro politico sui confini tra autodifesa e vendetta.
